giovedì 14 agosto 2008

My first look inside holidays

Sebbene queste non siano le pagine di foto, l'arrivo nella mia terra richiede un post particolare, un po' uno di quelli vuoti, estivi scarno di contenuto, ma ricco di immagini significative!
Ecco questa è la vista dal mio balcone, nella mattina di ieri, quando mi sono svegliata e ho rimirato il mio Jonio.
Bello, azzurro come non mai, che mi aspettava.





Buoni tramonti a tutti, soprattutto i tirrenici.
In realtà adesso vado a dormire, dopo chiacchiere sulla spiaggia in compagnia e mare mare mare all day long.

Domani già so che ci sarà la giornata di preparazione al tremendo ferragosto calabrese, in cui tutte le famiglie, in barba al caldo torrido e alla linea (ma di questa, in effetti, non interessa mai a nessuno!!!) passano il tempo a cucinare e a fare la spesa, per non rischiare di dimenticarsi cose fondamentali nella cura del pranzo e nella cura degli ospiti che se non si strafogano, non sono dei buoni ospiti, perché non c'è niente di meglio che guardare gli occhi "da abbuffata" che si dipingono sul volto dei presenti...

Ebbene, vi lascio dopo essermi accorta di orrori da stanchezza che sto commettendo, mentre scrivo!

un abbraccio tramontoso a tutti,

Robiciattola

giovedì 7 agosto 2008

E' tutta la mattina...

Il tragitto da casa:
Cappuccino
IPod
Cristina Donà e le sue Stelle Buone (forse il mio IPod ha avuto un Ictus, poverino)
Qualche pagina del "mio" libro e un cumulo di pensieri all'attivo

Ufficio
STOP

Il tragitto verso casa (KROTON):
pasta
--
mojito
pizza
vino (Satrico???)
mousse
amaro del capo
RAVAL'HOSALTATOAPIE'PARIPERSALVARELEMIERELAZIONI...SHIT
le mie amiche
un altro amaro e io mi chiamo fuori
WEEKEND FUORI CORSO
rientro
partenza mille miglia lontano/viaggio della speranza
giungere in terrafamiglia
godersi i momenti

ed è subito sera (come scriveva qualcuno).

Robiciattolaquasiinvacanzayuppie

martedì 5 agosto 2008

Aleksandr Solženicyn, di arcipelaghi e cerchi

Ok, come sapete, questo è un blog. Non è certo un luogo ove trovare costantemente aggiornamenti su qualcosa di preciso, ma è un caleidoscopio di news e intervalli di tempo ritagliati dalla mia vita e incollati qui. E' per questo che ciò che scrivo riflette, ovvio, il mio sentire, ma ancor di più esprime palesemente i miei pensieri, senza alcun blocco da eventuale serietà o linearità richiesta da un qualsiasi editore o datore di lavoro.

E' per questo che capita anche di arrivare in ritardo su una notizia così importante, come la morte di Solgenitsin, avvenuta ieri. E' un fatto di sentimenti.
Mi limito o esagero, dipende dal modo in cui si guarda il mio approccio, a esporre di quando mi sono imbattuta in questo signore.
Più o meno in 5° ginnasio, cresceva in me la passione per la storia ed, in particolare, per la Russia e le sue rivoluzioni, nonché per gli uomini che si sono succeduti alla guida di questo paese gigante.
A quel tempo, in una classe di 34 anime si discuteva spessissimo di politica e non, ma sulla prima vertevano gli sguardi infuocati delle persone più coinvolte, che non riuscivano ad essere sedate nemmeno dai prof più presenti.
I dibattiti più accesi erano sempre quelli su razzismo e olocausto, tutto girava intorno a questi temi.
Ricordo che tornavo a casa imbufalita e, nel confrontarmi con mia madre, sono riuscita sempre ad avere una visione più laicamente obiettiva, rispetto a chi stava lì a santificare una parte, per condannarne un'altra.
Io, dalla mia, non ho salvato mai nessuno, lontana mille miglia dal mitizzare chiunque venisse beatificato dai più.
Così ho cominciato a documentarmi, tanto per rispondere con più precisione e stizza a tutti quelli che mi chiamavano ottusamente fascista (se leggete il mio Blog, potete avere una vaga idea di quanto io sia lontana anni luce da questa parola...), solo perché ammettevo un "nuovo" punto di vista, solo perché amavo mettere in discussione qualcosa che qualcun altro aveva stabilito essere la parte buona e giusta, quella senza errori, quella da seguire senza colpo ferire, senza poi sovvertire i miei princìpi, ovvio, ma solo per... ragionare!

L'interesse per questa causa mi ha messo davanti alla copertina di Arcipelago Gulag di Aleksandr Solženicyn, in un edizione di mio nonno Cecè che conteneva pure Il primo Cerchio, ed i miei tanto informati compagni di classe in coro (se dovessero leggere, mi perdoneranno, ma spero si ricordino!!!): - e cosa sono i Gulag? -
BENONE!

E così va il mondo intero, in fondo. Oggi non mi stupisce più, anche oltre i confini di Crotone.
Ieri pensavo/speravo che tanti conoscessero meglio la storia.

Il libro è una testimonianza dettagliatissima di quella che fu la reclusione di Solženicyn stesso e di quanti ne dettero testimonianza, all'interno dei cosiddetti Gulag o campi di concentramento, poiché considerati dissidenti, cioè contro il regime di Stalin (credo che il totale delle vittime si aggiri intorno ai 15 milioni, tra zingari, dissidenti & co).
E' un capolavoro, una cronaca, un saggio descrittivo, ma anche un'invettiva contro il potere sovietico, che gli procurò non poco disagio nella vita, dal Gulag stesso, fino all'esilio dall'URSS, provocato dall'incessante lotta contro le storture della politica del suo paese, accentuata dalla eco provocata dai suoi libri che gli permisero di vincere il premio Nobel nel 1970.

E' consolante avere esempi del genere, nel mare di vigliaccheria del genere umano, quell'apatia verso cui la maggiorparte delle persone viaggiano, senza entrare mai a far parte, davvero, di questo pianeta.
Io mi sento più forte.
Su Internazionale.

Robiciattola

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