giovedì 26 febbraio 2009

India Oscar 2009

Non posso nascondere la mia delusione, ma in verità
l'Accademy non mi sorprende più, o meglio mi delude da troppi anni, dunque non confido più in premi veri e meritati. Forse gli unici oscar a salvarsi da stupide logiche di falsa coscienza, sono quelli per i premi tecnici, a meno che non siano considerati di consolazione per quei film che non hanno ricevuto i maggiori (benjamin Button, per esemepio), per non farli andare via a bocca asciuttissima, insomma.

Delusa perché The Millionaire non mi ha convinto.
Insomma un film carino, ma niente di perfetto, strutturato, ineccepibile e, d'accordo sul fatto che ne girano pochi di film così, ultimamente, ma questo premio mi sa di qualcosa che vuole commuovere, per la faccia di questi due bimbi che passerano dal cravattino e lustrini della serata al Kodak Theathre al solito slum di turno di Mumbay.

Danny Boyle, dunque, incredibile ma vero, per me, ce l'ha fatta! E buon per lui...
Da parte mia, poi, per i premi agli attori non ho nulla da dire, anche se ancora non ho visto The Wrestler, di cui tutti mi dicono meraviglie... ma Sean Penn non lo cambierei con nessuno!!! E della Winslet, devo dire, dopo averla vista nei due film The Reader e Revolutionary Road, nel giro di 4 giorni, non posso proprio rimpiangere Meryl Streep!

Sui morti non mi pronuncio (Ledger) e sulla spagnola nemmeno, perché non mi è poi piaciuta così tanto...
Contentissima, manco a dirlo, per Wall-E che meritava ancora di più.

saluti a tutti,
Robiciattola

Elenco premi Oscar 2009:

MIGLIOR FILM 'The Millionaire'
MIGLIOR REGIA Danny Boyle per 'The Millionaire'
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA Sean Penn per 'Milk'
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA Kate Winslet per 'The reader'
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA Heath Ledger per 'Il Cavaliere oscuro'
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA Peneloper Cruz per 'Vicky Cristina Barcelona'
MIGLIOR FILM STRANIERO 'Departures' di Yojiro Takita
MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE 'Wall-e' di Andrew Stanton
MIGLIOR FOTOGRAFIA Anthony Dod Mantle per 'The Millionaire'
MIGLIOR SCENOGRAFIA Donald Graham Burt e Victor J. Zolfo per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
MIGLIORI COSTUMI Michael O'Connor per 'La duchessa'
MIGLIOR DOCUMENTARIO 'Man on wire' di James Marsh
MIGLIOR DOCUMENTARIO CORTO 'Smile Pinkie' di Megan Mylan
MIGLIOR MONTAGGIO Chris Dickens per 'The Millionaire'
MIGLIOR TRUCCO Greg Cannom per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
MIGLIOR COLONNA SONORAA.R. Rahman per 'The Millionaire'
MIGLIOR CANZONE ORIGINALE "Jai Ho" di A.R. Rahman e Sampooran Singh Gulzar per 'The Millionaire'
MIGLIOR CORTO ANIMATO 'La maison en petits cubes' di Kunio Kato
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO Spielzeugland (Toyland)' di Jochen Alexander Freydank
MIGLIOR MONTAGGIO DEL SUONO Richard King per 'Il Cavaliere oscuro'
MIGLIOR MISSAGGIO DEL SUONO Ian Tapp, Richard Pryke e Resul Pookutty per 'The Millionaire'
MIGLIOR EFFETTI SPECIALI Eric Barba, Steve Preeg, Burt Dalton e Craig Barron per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE Simon Beaufoy per 'The Millionaire'
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE Dustin Lance Black per 'Milk'

mercoledì 25 febbraio 2009

Il canapè rosso di Michèle Lesbre


Chi ha amato L'elenganza del riccio di Muriel Burbery, trovo che non possa non leggere questo piccolo libro, di certo meno pretenzioso, ma comunque un gingillo del quale non privarsi.
Scorre in fretta e si parte insieme ad Anne, da Parigi, per accompagnarla alla ricerca del suo vecchio amore Gyl, con qualche incursione piacevole sul canapè di Clémence.

buona lettura,
Robiciattola

venerdì 20 febbraio 2009

Anna Politkovskaia

Oggi (o ieri? la data corretta è il 19 febbraio) sono stati assolti gli imputati accusati dell'assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaia.

Credo sia morta la seconda volta. Triste.

Consolatevi, orsù, che le schifezze che succedono qui non sono figlie uniche! Si trovano pure dall'amico Putin!

notte a tutti,
Robiciattola

giovedì 19 febbraio 2009

Nuovo necrologio: Oreste Lionello

In primisi doppiatore storico di Woody Allen: d'ora in poi non sarà più lo stesso. Vedrete.

E poi ricordo la mitica imitazione di Andreotti.

Ma non solo. Questi, in fondo, quelli che ricordo io, sono gli ultimi anni di una grande carriera.

Lionello era uomo di teatro, di doppiaggio. Sue anche le voci di Gene Wilder in Frankenstein jr, qualche volta di Belushi e Jerry Lewis, Peter Sellers, Charlie Chaplin (Il grande dittatore) e Marty Feldman e Michel Serrault nella trilogia del Vizietto.

Ma dico: quando se ne andranno tutti i grandi, quelli con alle spalle studi seri e lavoro duro, che ci rimarrà?

Auguri a tutti,
Robiciattola

mercoledì 18 febbraio 2009

Non ce l'ha fatta, Walter

Appresa ieri sera la notizia delle dimissioni di Veltroni da Segretario del PD.
Ero una sua infervoratissima sostenitrice, prima che rimanessi attonita davanti al suo letargo, mi fidavo, confidavo nei suoi progetti e nel suo savoir faire di uomo di cultura e abbastanza trasparente (si, si, non vi accanite a dirmi che il più pulito, qua, c'ha la rogna, ché lo so già, ma c'è chi più e chi meno e poi dipende dalle cose di cui parliamo...).
Detto ciò, sono la prima delusa, ma delusa già prima di ieri, per l'immobilità di questi mesi di opposizione fantasma, sono delusa perché la spugna è già stata gettata da un pezzo e forse il popolo sfiduciato non ha mai dato una ricarica a chi sperava di rifondare, di ristrutturare e, infine, di crescere, anche per esportare qualche buona idea, qualche sano buon proposito. Invece l'italiano non si inventa più niente, dai format TV che compriamo all'estero (che mi vergognerei a dire che manco uno spettacolo come il Grande Fratello ci siamo saputi inventare!), alle idee di Obama per trasmetter fiducia. Ma quel Yes we can non è mai davvero diventato il Se po' fà che WV aveva tanto sperato...

E' un partito sgretolato, troppo pieno di prime donne, saturo di voglia di potere, anche laddove del potere non c'è più traccia. Nessuno davvero disposto a cedere il passo ad una vera nuova idea o a uno spirito, se preferite, perché troppo impegnati a tenersi stretti ognuno la propria seggiola.
Ma a far così, le gambe delle seggiole suddette se le stanno rosicchiando le termiti.
... E tutti giu per terra!

Intanto c'è chi gode, chi ne approfitta, chi cresce anche grazie a quelli che decidono di cambiare la propria bandiera, una volta constatato che non c'è prospettiva.

Così noi poveri giovanii, guardiamo l'implosione di ciò che ci aveva dato speranza sul nascere, il quasi defunto PD (non vedo proprio un successore... Soru è un perdente oggi, a chi darebbe fiducia??), mentre il marcio avanza a grandi falcate, senza alcun ostacolo ormai.
Perché che c'è di peggio di un Governo insano, senza un'opposizione valida? O meglio con un'opposizione che si autodistrugge???

Io non so quale sia la soluzione. La mia stima per Veltroni come uomo non decade. Ammette le sconfitte e fa un passo indietro, quando si accorge di non aver messo a segno un progetto.
Purtroppo ci vuole una persona più scaltra, più furba, più "io vado avanti e non guardo in faccia nessuno", più o meno. Ovviamente con delle idee da PD o giu di lì.
Ah e uno carismatico, forte, uno che abbia le idee chiare (l'uomo/donna dei sogni! si, lo so, sono parecchio esigente io!) e che riesca ad unire le prime donne (che non si scrosteranno, perché altrimenti non sarebbero mica più prime donne, col gusto di apparire, commentare, criticare in TV, alla prova trucco!), sempre che queste non decidano, FINALMENTE, di ritirarsi per lasciare spazio e tempo.

un'amareggiata Robiciattola

lunedì 16 febbraio 2009

Charles Darwin 1809-2009

Ebbene, che coincidenza che in questo 2009 ricorrano sia i 200 anni dalla nascita di Darwin che i 150 dalla pubblicazione de L'origine delle specie, mitico.(http://www.darwin2009.it/ita/index.php)
La mostra che si tiene al Palazzo delle eìEsposizioni a Roma, fino a maggio, è godibile perché ben allestita e molto interessante, anche se c'è fin troppo da leggere e, dunque, andateci armati di un bel background di caffè (?) e sappiate che la domenica non è il caso, perché c'è la ressa, soprattutto di pomeriggio! E c'è anche qualche esemplare di animaluccio vivo, prelevato dal Bioparco in Roma.
Qui sopra l'immagine del sito www.darwin2009.it che informa delle iniziative organizzate, in Italia, in occasione dell'anniversario.

Buona caccia... ai vostri antenati,
Robiciattola

venerdì 13 febbraio 2009

Mi illumino di meno



Anche quest'anno Caterpillar promuove Mi illumino di meno.
Dunque oggi alle 18, spegnetevi!!!

giovedì 12 febbraio 2009

Saviano su Chiesa e Italia

Dal sito di Repubblica, un articolo di Roberto Saviano sull'Italia di questi ultimi giorni:

DA ITALIANO sento solo la necessità di sperare che il mio paese chieda scusa a Beppino Englaro. Scusa perché si è dimostrato, agli occhi del mondo, un paese crudele, incapace di capire la sofferenza di un uomo e di una donna malata. Scusa perché si è messo a urlare, e accusare, facendo il tifo per una parte e per l'altra, senza che vi fossero parti da difendere. Qui non si tratta di essere per la vita o per la morte. Non è così. Beppino Englaro non certo tifava per la morte di Eluana, persino il suo sguardo porta i tratti del dolore di un padre che ha perso ogni speranza di felicità - e persino di bellezza - attraverso la sofferenza di sua figlia. Beppino andava e va assolutamente rispettato come uomo e come cittadino anche e soprattutto se non si condividono le sue idee. Perché si è rivolto alle istituzioni e combattendo all'interno delle istituzioni e con le istituzioni, ha solo chiesto che la sentenza della Suprema Corte venisse rispettata. Senza dubbio chi non condivide la posizione di Beppino (e quella che Eluana innegabilmente aveva espresso in vita) aveva il diritto e, imposto dalla propria coscienza, il dovere di manifestare la contrarietà a interrompere un'alimentazione e un'idratazione che per anni sono avvenute attraverso un sondino. Ma la battaglia doveva essere fatta sulla coscienza e non cercando in ogni modo di interferire con una decisione sulla quale la magistratura si stava interrogando da tempo. Beppino ha chiesto alla legge e la legge, dopo anni di appelli e ricorsi, gli ha confermato che ciò che chiedeva era un suo diritto. È bastato questo per innescare rabbia e odio nei suoi confronti? Ma la carità cristiana è quella che lo fa chiamare assassino? Dalla storia cristiana ho imparato ha riconoscere il dolore altrui prima d'ogni cosa. E a capirlo e sentirlo nella propria carne. E invece qualcuno che nulla sa del dolore per una figlia immobile in un letto, paragona Beppino al "Conte Ugolino" che per fame divora i propri figli? E osano dire queste porcherie in nome di un credo religioso. Ma non è così. Io conosco una chiesa che è l'unica a operare nei territori più difficili, vicina alle situazioni più disperate, unica che dà dignità di vita ai migranti, a chi è ignorato dalle istituzioni, a chi non riesce a galleggiare in questa crisi. Unica nel dare cibo e nell'essere presente verso chi da nessuno troverebbe ascolto. I padri comboniani e la comunità di sant'Egidio, il cardinale Crescenzio Sepe e il cardinale Carlo Maria Martini, sono ordini, associazioni, personalità cristiane fondamentali per la sopravvivenza della dignità del nostro Paese.

Conosco questa storia cristiana. Non quella dell'accusa a un padre inerme che dalla sua ha solo l'arma del diritto. Beppino per rispetto a sua figlia ha diffuso foto di Eluana sorridente e bellissima, proprio per ricordarla in vita, ma poteva mostrare il viso deformato - smunto? Gonfio? - le orecchie divenute callose e la bava che cola, un corpo senza espressione e senza capelli. Ma non voleva vincere con la forza del ricatto dell'immagine, gli bastava la forza di quel diritto che permette all'essere umano, in quanto tale, di poter decidere del proprio destino. A chi pretende di crearsi credito con la chiesa ostentando vicinanza a Eluana chiedo, dov'era quando la chiesa tuonava contro la guerra in Iraq? E dov'è quando la chiesa chiede umanità e rispetto per i migranti stipati tra Lampedusa e gli abissi del Mediterraneo. Dove, quando la chiesa in certi territori, unica voce di resistenza, pretende un intervento decisivo per il Sud e contro le mafie. Sarebbe bello poter chiedere ai cristiani di tutta Italia di non credere a chi soltanto si sente di speculare su dibattiti dove non si deve dimostrare nulla nei fatti, ma solo parteggiare. Quello che in questi giorni è mancato, come sempre, è stata la capacità di percepire il dolore. Il dolore di un padre. Il dolore di una famiglia. Il "dolore" di una donna immobile da anni e in una condizione irreversibile, che aveva lasciato a suo padre una volontà. E persone che neanche la conoscevano e che non conoscono Beppino, ora, quella volontà mettono in dubbio. E poco o nullo rispetto del diritto. Anche quando questo diritto non lo si considera condiviso dalla propria morale, e proprio perché è un diritto lo si può esercitare o meno. È questa la meraviglia della democrazia. Capisco la volontà di spingere le persone o di cercare di convincerle a non usufruire di quel diritto, ma non a negare il diritto stesso. Lo spettacolo che di sé ha dato l'Italia nel mondo è quello di un paese che ha speculato sull'ennesima vicenda. Molti politici hanno, ancora una volta, usato il caso Englaro per cercare di aggregare consenso e distrarre l'opinione pubblica, in un paese che è messo in ginocchio dalla crisi, e dove la crisi sta permettendo ai capitali criminali di divorare le banche, dove gli stipendi sono bloccati e non sembra esserci soluzione. Ma questa è un'altra storia. E proprio in un momento di crisi, di frasi scontate, di poco rispetto, Beppino Englaro ha dato forza e senso alle istituzioni italiane e alla possibilità che un cittadino del nostro Paese, nonostante tutto, possa ancora sperare nelle leggi e nella giustizia. Sarebbe bello se l'epilogo di questa storia dolorosa potesse essere che in Italia, domani, grazie alla battaglia pacifica di Beppino Englaro, ciascuno potesse decidere se, in caso di stato neurovegetativo, farsi tenere in vita per decenni dalle macchine o scegliere la propria fine senza emigrare. È questa l'Italia del diritto e dell'empatia - di cui si è già parlato - che permette di rispettare e comprendere anche scelte diverse dalle proprie, un'Italia in cui sarebbe bellissimo riconoscersi.

mercoledì 11 febbraio 2009

Emiliana Torrini - 14/02/09 Audiotorium Parco della Musica

Emiliana Torrini, classe '77, è una giovane cantante mezza italiana e mezza islandese, nientepopodimeno! Ché un'italiana come faccia poi a naturalizzarsi in un paese così freddo... :)

Bene, questo faccino accanto, lo conosco dal primo album Love in the time of science del 2000, quando mi sembrava convincente, ma troppo sulla scia di Bjork, come se tutta l'Islanda fosse Bjork, nei suoni e nel modo di cantare, che la ricordavano senza dubbio.

Crescendo ed appassionandosi, ha trovato una sua strada, un suo stile ed è diventata riconoscibile. E' maturata, come si dice. Mi hanno colpito le collaborazioni con i Thievery Corporation nel loro album The Richest man in Babylon, nel quale lei appare in due pezzi: Until The Morning ed Heaven's Gonna Burn Your Eyes. La voce comincia a prendere forma e Emiliana diventa una promessa del Trip-hop. W Emiliana!!!
Arriva il meraviglioso e mai inascoltato, per me, Fisherman's Woman del 2004, nel quale infila una serie di piccole perle da Serenade a Today has been Ok, da Next time around a Fisherman's woman che spero di ascoltare sabato 14 all'Auditorium Parco della Musica di Roma - Sala Sinopoli (costo 12 euro)!


Aspettavo un suo concerto da un bel po' (mi serve sempre una contropartita LIVE per capire il vero valore di un artista!) e l'arrivo di Me and Armini nel 2008, mi ha accontentato!
Certo non ha convinto tutti, perché i pezzi sono così diversi e dunque fanno trasparire una poca uniformità complessiva del disco. Tuttavia, dal raggae al folk, ancora una volta e tutto ciò non fa altro che incuriosire di più, se possibile, sul suo futuro.

Un po' di info dal sito di Ondarock.

buona giornata a tutti,
Robiciattola

Pappano, la Argerich e il pubblico italiano

Stasera l'Accademia Nazionale di Santa
Cecilia ha proposto:

Panfili -
Danzario
Beethoven -
Concerto per pianoforte n. 1
Sostakovic - Sinfonia n. 5


Il primo, strano a dirsi, è un ragazzo del 1979, che ha vinto un concorso indetto dall'Accademia ed ha avuto l'onore di sentir suonare la sua dall'orchestra.
Tony Pappano dirige.
Una sera questo omino l'ho visto da vicino, ero seduta a lato dell'orchestra e ho ascoltato, incredibilmente, ogni respiro che fa mentre agita le sue braccia. Ogni direttore ha i suoi "tic", ma questo suo mi sembra davvero un modo personalissimo e buffo (lo dico ammirata!) di penetrare la musica che lui dirige. Come se la recitasse.
Si fa amare. Con quell'andatura poco di classe, ma tanto simpatica.
Il secondo è un ragazzo del 1770. Talentuoso davvero (!!!). Ed ha avuto l'onore di sentir suonare il concerto per pianoforte n. 1, da
Martha Argerich (formatasi con il pianista CROTONESE Vincenzo Scaramuzza?????????).


Eccola qui, una donnina sgraziata (almeno, così mi è sembrata da lontanissimo!), che diventa una fata poco meno che turchina, una volta seduta, a sfiorare i tasti del pianoforte, che produce un suono celestiale.
Entusiasta di questo incontro che vi auguro di rincorrere anche voi, ché per me è stato uno dei motivi trainanti di questa stagione sinfonica.

Poi si alza e dopo un po' rientra, richiamata dagli scroscianti applausi ed esegue un bis. Saluta.

Intervallo e... Sostakovic. Sinfonia n. 5 un tripudio di suoni quasi improvvisati, mai sentiti. Sembrava un coro di fuochi d'artificio, ché le percussioni non hanno mai funzionato e suonato in gruuppo folto come nella musica moderna di questo russo. Anche il Gong ringrazia!

Poi, alla fine, mentre guardavo Pappano divertita, perché girava tra le sedie della sua orchestra, chiedendo man mano ad ogni ordine di musicisti di alzarsi in piedi, osservavo il pubblico scappare, perché chissà che fretta c'aveva, senza filare il povero omino vestito di nero che si inchinava e ringraziava... e lì pellicce e sciarpe e cappotti che svolazzavano nell'infilzare le braccia del pubblico in platea.

Ma sarà un fatto tutto italico (tanto ormai non c'è limite) o è plausibile che tutta la gente in sala abbia fretta alle 21.30 di martedì?? Ogni martedì?? Boh.

con questo interrogativo, vi lascio ed io mi butto tra le braccia... di morfeo (che avevate pensato?)
buona notte,
Robiciattola

martedì 10 febbraio 2009

Due cose sole ho pescato

Credo che l'Italia, in questi giorni abbia rasentato (anzi direi che ci siamo andati a finire con tutte le scarpe nella pozzanghera!) un fondo mai visto prima, l'apice della vergogna.
Chissà se ci voleva questo a smuovere la coscienza di qualcuno, a far capire dove siamo arrivati.

Leggo sul Corriere:
Mentana si dimette: non esiste solo l'audience! Canale 5, infatti, ha pensato bene di non stravolgere il palinsesto, non mandando in onda il mitico e irrinunciabile Grande Fratello 9!!! Mentana non ha fatto la sua trasmissione... dunque niente Mentana VS Vespa!

Leggo Crosetti su Repubblica, pesantino:
Dal fondo del pozzo
Un libro tutto ingiallito su una bancarella, Lord Jim di Conrad, edizione Mursia 1965. Darei una cifra per conoscerne il viaggio fino a me, le soste, i luoghi, le mani. E’ la storia di un uomo che scopre l’abisso in sè e che neppure immaginava: dicono che la letteratura del Novecento, il secolo dell’inquietudine, cominci proprio da Jim. Sono pagine di potenza inaudita e bellezza assoluta.

(Ma se qualcuno pensa: uffa, questo blog, sempre libri, sempre Calvino, sempre Conrad, eppure guarda cosa succede nel mondo, io rispondo: in quelle pagine c’è già tutto. E comunque io leggo soprattutto per fuggire, sì, per non riconoscere, per non dover guardare il fondo del pozzo - e Lord Jim, pensa un po’, parla proprio del fondo del pozzo. E se infine volete ad ogni costo un pensiero più attuale, dal fondo del pozzo vi dirò che in questi giorni spaventosi ho molto desiderato che venga staccata la spina a qualcuno, non solo alla povera Eluana, almeno a un’altra persona per cominciare: e questo accadrà, prima o poi, la persona in questione non è più giovane anche se crede di essere eterna e onnipotente, e sarà un giorno magnifico).

spero vivamente passiate tutti una buona giornata, migliore della precedente, ammesso siate tra quelli che hanno dormito sonni tranquilli nelle notti precedenti,

Robiciattola

PS: Scusate il quasi anatema, ma non ne posso più.

lunedì 9 febbraio 2009

Pace

Si dice, o meglio, dico o diciamo:

"due mezze volte non fanno una intera"

venerdì 6 febbraio 2009

DDL sicurezza: APPROVATO!?!?!?!?

Mi sembrava uno scherzo.
Mi dicevo che è una cosa talmente surreale che non può accadere nel mio paese.
Ma dimentico che, ormai, il mio paese è diventato un posto di cui avere vergogna, governato da non uomini, ma da fanatici. E troppi ce ne sono stati di fanatici nella storia!
Non solo... perché il mio paese è fatto anche, ahinoi, di una opposizione inutile e vigliacca, dunque la classe politica intera sarebbe da rifondare, ma quante volte avete sentito queste parole? I nobili discorsi sono tutti buoni a farli, per apparire come i benefattori di un paese che ha bisogno di crederci, peccato che una volta seduti sulla poltrona, iniziano tutti a soffrire di amnesia!

Di cosa parlo? Certo, capisco che c'è l'imbarazzo della scelta, ma in particolare, dopo essere rimasta scioccata del tentativo di Mr.B di emettere un qualcosa che bloccasse l'intervento su Eluana, oggi sono gelata dall'approvazione del decreto sulla sicurezza: i medici possono denunciare i clandestini! ????????????????????????

L'Italia, diventa un paese di delatori. "Per il bene del paese" ho letto. La Lega esulta.
Leggo sul Corriere le parole di tal Bricolo, della Lega: abbandoniamo il buonismo fallimentare dei governi precedenti, d’ora in poi sarà lotta dura all’immigrazione clandestina e alla criminalità.
SARA' LOTTA DURA?

CGIL e Prc invitano i medici all'obiezione di coscienza.

I medici, da parte loro, per fortuna rispondono (almeno, chi è stato intervistato) dicendo che la medicina deve rimanere libera e che questo decreto è contro la loro etica e deontologia.

ITALIANI, SVEGLIAAAAAA!!!
Se ancora non l'avete fatto, andate a vedere L'ospite inatteso ché vi racconta qualcosa sul tema immigrazione e insegna tanto, in soli 103 minuti, sulla tolleranza.

Buona giornata a tutti,
Robiciattola

Freddure?

Al ristorante poco fa:

"Io mi accingo * alla toilette"
e così, l'italiano scomparve.
(* link al dizionario della lingua italiana De Mauro)

notte, Robiciattola

mercoledì 4 febbraio 2009

La giornata di oggi... (su Repubblica.it)

Quel corpo conteso
di ADRIANO SOFRI

QUANTE parole si sono consumate. "Rispetto", per esempio. Consumata, abusata. "Rispetto, ma...". E poi Vita, e Morte. Come si chiamerà l'assassinio quando si sia chiamata "mano assassina" quella di un medico, di un infermiere? Come si chiamerà la pena di morte quando si sia dichiarata "condanna a morte" la possibilità di lasciare riposare in pace una esistenza irreparabilmente spezzata? Che vocabolario si potrà condividere quando si siano chiamati "volontari di morte" uomini e donne che per professione e vocazione salvano e curano vite fin oltre la ragionevole speranza?

Non si illudano, coloro che si sentono difensori della Vita, e hanno proclamato gli altri adepti della Morte. Non è stato questo il punto, non lo è, non lo sarà. C'è una scelta che vuole sequestrare le persone a se stesse, e una che le vuole lasciare responsabili di sé. Chi ha sostenuto il signor Englaro in tanti anni non ha voluto altro che questo. Che fosse riconosciuto che nessuno avrebbe potuto decidere meglio di lui e di sua moglie, che ricordano e immaginano la volontà della loro figlia, finché ebbe una volontà. Qui corre la differenza che vorrebbe lacerare la coscienza di un paese. Da una parte, rispetto vero e vero affetto per qualunque esito si voglia per sé e per i propri cari - un'assistenza a oltranza, senza alcuna riserva e alcuna scadenza, o la rinuncia e la fine. Dall'altra, in nome di un'assolutezza, l'imposizione di una via forzata, a costo del trafugamento dei corpi e del sequestro delle persone. Al costo di trasformare un acquisto della cura - la nutrizione artificiale - in alimentazione forzata per volontà di Dio e legge dello Stato.

I cittadini italiani che stanno dalla parte di Beppino Englaro sono tanti, incomparabilmente più numerosi di quelli che si raccolgono a gridare "assassini" al passaggio di un'ambulanza, o di quell'uno che si concede la bravata di sdraiarsi sul cofano dell'ambulanza. Non basterebbe questo, non basta essere maggioranza, e stragrande maggioranza, per stare dalla parte buona. E c'è sia in loro che negli altri rispetto vero, affetto e compassione veri. Quello che decide è l'immedesimazione nella vicenda di quella famiglia. Che cosa vorrei per me, che cosa vorrei per le persone che amo? E qualunque risposta particolare dia a questa domanda, c'è una cosa che non posso volere: che altri, autorità di ogni rango, ministri dello Stato e della Chiesa e della Scienza, mi esproprino della mia libertà di vivere e di morire. È perfino buffo che si deprechi la presunta sfrenatezza "individualista" di questa strenua volontà. Non si vive soli, e sarebbe piuttosto il sequestro di una legge o di un macchinario a far morire soli.

Il chiasso delle convinzioni assolute e delle invasioni dei corpi non impedisce di avvertire questa nuova consapevolezza. La politica ci arriva tardissimo e malissimo, persuasa com'è stata per antica tradizione che la propria lussuosa competenza sia l'incompetenza, e che bazzecole come nascita e morte, malattia e dolore fossero affari di preti e di medici, o tutt'al più di radicali. Ma è questo uno degli ambiti in cui le persone sono molto più avanti: perché le persone si ammalano, conoscono l'odore degli ospedali, si improvvisano infermieri, sanno che cosa vuol dire diventare così vecchi, si stringono, ragazzi coi motorini, nell'anticamera di una rianimazione in cui uno di loro sta fra la morte e la vita, e quale vita.

Principi della Chiesa rincarano le loro incrollabili prescrizioni. Ma anche il loro vocabolario scricchiola. "Eutanasia", ha ripetuto Benedetto XVI domenica, "falsa risposta alla sofferenza". Forse non intendeva rispondergli il presidente della Repubblica, quando ha detto asciuttamente che nella vicissitudine di Eluana non si tratta di eutanasia. Non è eutanasia. È l'interruzione di una cura non voluta - diciassette anni dopo! - lecita e buona quanto la prosecuzione di una cura voluta. Ci sono anche altri segni, nella lingua.

Non conosco il presidente della Camera, e l'idea che me ne sono fatto negli anni derivava anche da certi suoi tic retorici: "Non v'ha dubbio alcuno che...", "Di tutta evidenza...". Ieri ha detto di aver solo dubbi, e nel dubbio di affidarsi ai primi responsabili: "Personalmente ho solo dubbi, uno su tutti: dov'è il confine tra un essere vivente e un vegetale? Penso che solo i genitori di Eluana abbiano il diritto di fornire una risposta. E avverto il dovere di rispettarla".

C'è un bellissimo pensiero, forse il più umano dei pensieri, nel discorso che il Papa ha voluto dedicare domenica all'ennesima condanna dell'eutanasia. "Nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio". Un pensiero così bello, la ribellione alla dilapidazione delle lacrime non asciugate, non viste, non ascoltate che bagnano la terra, ha tuttavia santificato in passato e vorrebbe giustificare ancora una rassegnazione alla sofferenza. Rifiutare il dolore, curarlo, lenirlo, ridurne l'aggressione alla dignità dei corpi e delle menti, è un compito decisivo. Non basterà a cancellare la sofferenza dalla condizione umana: quella sofferenza che, anche senza cercarne il riscatto in un Dio, vissuta da ciascuno e da ciascuno immaginata, permette agli umani di sentirsi prossimi e fraterni.

È questa solidarietà il senso della nostra sofferenza. Oceani di lacrime inondano la terra. Se non c'è un Dio a raccoglierle, e tanto meno ad amarle come un sacrificio umano a lui offerto, ciascuno di noi può prendersene una parte.

Nei prossimi giorni si vorrà inscenare l'impressionante gara di angeli e demoni che si contendono il corpo di Eluana, come in un Trionfo della Morte del medioevo contemporaneo, che vuole celebrare nell'aldiquà il suo giudizio universale. Sceso dal suo viaggio di accompagnamento di Eluana, l'Eluana com'è oggi, non quella delle fotografie, il primario di anestesia udinese ha detto parole toccanti: "Sono profondamente devastato come uomo, come padre, come medico e come cittadino. Tutta la società civile dovrebbe riflettere sullo scollamento tra il sentire sociale e la posizione della politica e della chiesa sul tema della vita vegetale". Il Parlamento andrà avanti a discutere di una legge sulla fine della vita, che vorrà forse sfidare la libertà e la volontà della grande maggioranza dei cittadini, costringendoli vita natural durante, e anzi innaturale, alla alimentazione forzata. Se avvenisse, la legge colmerebbe un vuoto con un pieno assai peggiore.

(4 febbraio 2009)

martedì 3 febbraio 2009

Cine visti

Milk di Gus Van Sant con Sena Penn, Josh Brolin, James Franco, Emile
Hirsh, Diego Luna.
Ne ho già scritto qui, lo so, ma ancora non l'avevo visto, dunque tocca fare un refresh!
E' un piccolo film, nel senso che non lo ritengo un capolavoro, reso grande dalle interpretazioni di tutti, in primis Sean Penn che sta concorrendo per scalzare dalla pole position eterna che detiene Jack Nicholson, nella mia personale classifica. Anche se c'è posto per entrambi, in ex aequo, va.
Ho amato la storia, l'ironia, la tenacia di questo personaggio e la sensibilità, nonché il pensiero per il prossimo. Le frasi giuste.
L'ambientazione poi, con costumi, capelli e riprese anche d'epoca hanno fatto il resto e chiuso il cerchio di un buon prodotto.
Ripeto comunque ciò che ho scritto in precedenza:
Immagino ci sia sempre un motivo sociale che conduce alcuni registi/produttori/attori/sceneggiatori verso biografie di persone un po' in ombra che, nella loro vita, hanno lottato per un ideale. Se lo si fa oggi, vuol dire che quell'ideale è stato calpestato e lo si deve dissotterrare con l'aiuto di una storia.

"Se un proiettile dovesse entrarmi nel cervello,
allora possa anche distruggere tutte le porte dietro le quali ci si nasconde". Harvey Milk


The Millionaire di Danny Boyle (Trainspotting)
Quando ho visto le due scene in cui i due bambini indiani fuggono, una volta dalla polizia, un'altra volta dalla rivolta religiosa, ho pensato a Trainspotting ('96) e alla corsa a perdifiato dei 4 compari.
A parte la bellezza sconcertante di Latika e le orecchie a sventolone di Jamal, il film mi ha convinto e, direi, finalmente (domenica!) visto che dal 1996 a oggi c'è stato il buio, per me (The beach, 28 giorni dopo, Millions).
Gira bene, il ritmo mi piace, la storia è avvincente, ma non ho amato il fatto che abbia calcato la mano così sulla questione dello sfruttamento dei bambini... è facile!
Per il resto, una favola scritta bene, ma non da Oscar. Vedremo!

Robiciattola

domenica 1 febbraio 2009

Che fine ha fatto Riccardo Iacona?? STASERA!!!

Stavo giusto pubblicando questo:

Ieri sera era al cinema Admiral a vedere The Millionaire e così ho pensato: che fine avrà fatto, televisivamente parlando (visto che fisicamente ce l'avevo davanti!), Riccardo Iacona? Per chi non se lo dovesse ricordare, aiuto ad alleviare lo sforzo, incollando qui un link al sito di Rai 3, ai tempi della mitica W l'Italia.

Le sue inchieste sono sempre interessanti e, anche qui, ce ne fossero...

Quando mi collego al sito di Rai3 per sapere di più di quel La guerra è finita che m'ero persa in onda a settembre scorso e scopro:

http://www.presadiretta.rai.it/category/0,1067207,1067208-1083707,00.html

Presa diretta è il nuovo programma di Riccardo Iacona.
Sono proprio una sensitiva!!!
Stasera alle 21.30 su Raitre. NON PERDETELO!

ossequi,
Robiciattola

Ennio Flaiano

Ieri per caso, in TV, mi sono imbattuta in Castellitto che ripeteva una frase celebre di Flaiano:

«Una volta credevo che il contrario di una verità fosse l'errore e il contrario di un errore fosse la verità. Oggi una verità può avere per contrario un'altra verità altrettanto valida, e l'errore un altro errore.»

buona domenica,
Robiciattola

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