martedì 15 dicembre 2009

Cine visti

La Prima Linea di Renato De Maria
L’ho trovato piatto. Anzi trovo che per quanto nutra speranze, sempre, ancora non siamo capaci di raccontare quegli anni con le giuste emozioni. Allora meglio i documentari, che lo sarebbero stati meno, piatti.
Scamarcio OUT. Sempre con lo stesso sguardo appiccicato a quel viso, senza profondità, senza ombre, se non quelle create dalle luci. La Mezzogiorno brava, come sempre, ma come può essere un’attrice brava come lei, in un film medio di un’occasione persa.
La regia mi ha quasi intontito, salvo qualche episodio di fotografia buona, ma quello è merito di qualcun altro, non di De Maria.
Questo film ha ricevuto tante critiche da magistrati e da figli di morti ammazzati dai terroristi. Concordo in parte: non scegliere uno come lui, idolatrato dalle ragazzine. Eppure ne esce un mezzo eroe, non c’è niente da idolatrare. Ma il rischio c’è.
Non credo le critiche vengano anche da chi pensa che non fosse giusto raccontare un pezzo di storia (anzi, ci siamo giusto aperti da poco a certi “racconti”, quindi ben venga), anche dal punto di vista del terrorista, tanto qui tutti scrivono libri e i diritti vagano liberi perché è facile poi comprarli a poco.
Dunque il nocciolo è lo star system, al solito.
Così per la proprietà commutativa, se Scamarcio è un idolo e Scamarcio interpreta Segio, Segio è un idolo.
In fondo questo si racconta… che lui ad un certo punto ha detto no.
E allora.
Bisogna stare molto attenti.
Peccato. Una bella occasione. In Italia spesso accade – tranne rarissime volte – che storie così importanti vengano date in mano a registi poco motivati o poco capaci. Questo non era il caso, perché De Maria (marito con la scucchia di Isabella Ferrari ndr) è bravino. Troppa fretta? Mah…

L'uomo nero di Sergio Rubini
L’uomo nero di Rubini sceneggiato pure da Starnone (ma non basta, forse) potrebbe avere la voglia di essere un bel film, in stile Tornatore pugliese. Ma forse no. Lui è un piccolo racconta storie.
A distanza di una settimana Scamarcio è migliorato, ma questo dipende di certo da ruolo secondario e dal fatto che il cast è tutto fatto di pugliesi doc che recitano con un forte accento ad eccezione della Golino, di Anna Falchi (emiliana!!!) e Maurizio Micheli, che riesce. Dunque il Segio di cui sopra è meglio qui nel ruolo del pugliese quale è. Mentre peccato per Gifuni in questo piccolo ruolo. E’ troppo bravo!!! Rubini, infine, è uno dei migliori attori del nostro cinema, un po’ più forzato come regista, ma insomma si difende.
Come ne La Terra, anche qui c’è un figlio che ritorna nella sua regione. Storie di emigrazione, italiana. Ci piace Rubini che racconta questo? Sì, ma non troppo.

Una notazione polemica: le musiche sono di Nicola Piovani (abbonato in seconda fila del martedì alla stagione sinfonica di Santa Cecilia), ma mentre scorrevano le immagini talvolta mi sono chiesta più volte se si stava guardando La vita è bella. Il tema sembra proprio il medesimo! Fantasiaaa!


Buona visione,
Robiciattola

2 commenti:

lefrancbuveur ha detto...

Rubini per me è un grande. Ma ti dirò meglio dopo che avrò visto il suo ultimo film.
ciao
E.

Robiciattola ha detto...

Ok, mi dirai, ma devo dire che per ora La terra è insuperato. Tra gli ultimi.
aspetto le tue

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