mercoledì 1 agosto 2007

30 luglio - Giovanni Allevi alla Cavea

Ok ok, ho solo un disco "Joy" che costava € 9.90, così l'ho comprato per sentire le note di questo tizio di cui tanto si parlava.
Ferma sulle mie posizioni contro il trendismo einaudiano (la moda scoppiata per Ludovico Einaudi), non mi volevo far coinvolgere dall'ennesima moda, ma alla fine ho ceduto, senza gridare al genio, ma constatando le doti dell'ultimo rampollo italico consacratosi al re degli strumenti.

Ebbene. Ascoltando il disco si ha la sensazione che le dita del suddetto abbiano un certo feeling con i tasti del piano. Insomma, mi sembra passionale o almeno, rispetto agli ascolti degli strimpellatori da strapazzo, lui sprigiona un po' di cuore.

Dimostra meno degli anni che ha (è del '69!) ed arriva sul palco saltellando come un ragazzino, con questi occhiali rossi... poi raccoglie il microfono da dentro la coda del piano e tenta di comunicare col pubblico, ma incontra difficoltà nel sembrare naturale e sciolto, risultando un misto tra - come espresso dai miei compagni di concerto - Ghezzi nella voce sussurata/imbranata e Woody Allen nei modi impacciati.

Nota stonata che mi rompe da un po' e che rincara il mio status di buona snob, il gruppetto di ragazzine impazzite (manco fosse sto Adone) che hanno creato un forum, che hanno fatto una maglietta e che hanno rotto le atmosfere di fine brano, quelle di quando il pianista tocca l'ultimo tasto e allunga il suono/tono per non mozzare la nota... bene! ci pensano gli applausi delle ragazzine!!!

GRRR

Mi sto attrezzando, a tal proposito, per studiare un po' la psiche e i gusti del pubblico che arriva a questi concerti.
Le domande che mi attanagliano:
- Che orecchio hanno?
- Cosa le attira di questa musica?
- Mentre ascoltano Allevi/Einaudi, cosa fanno, meditano, dormono o inventano un testo smielato da cantare sopra le note?

Sto uscendo fuori tema.

Insomma Allevi prometterebbe senza mantenere. I primi brani hanno dato una simil piattezza a tutta l'atmosfera, certo per poi riprendersi successivamente... e poi sfondare nel bis. Ma si potrà mettere tutto il concept nel BIS?

Con questa domanda, vi lascio.

besos,
Robiciattola

12 commenti:

Anonimo ha detto...

confermo e ribadisco l'aderennza non solo formale di allevi-ghezzi-bis al ghezzi fuori|orario e fuori|sync nel suo intervallare le canzoni e miniprologhi recitati, quasi parodistici.

il pubblico. ragazzine emozioante per il loro idolo, versioni più chic delle duraniane anni ottanta e apparentemente più meloconsapevoli. per me è semplice proiezione adolescenziale. è bravo, è dolce, etc. insomma, si giudica (l'immagine del) l'artista. non la sua opera.
discorso simile per il resto del pubblico: si gasa per i ritmi frenetici, è perplesso su quelli (tipo)jazz, si abbiocca sugli altri. storie di sempre, da donizetti ai beatles. ma è mai possibile che solo la musica iper elaborata o ipermelodica o iperparacula "tiri"? almeno una bella sintesi delle tre (einaudi, appunto) almeno ha un senso

dunque, dalla performace alla musica

pare che l'ascolto dei suoi album sia un'esperienza piacevole, una soprpresa nota dopo nota. complessi e immediati. intimi ma non esclusivi. insomma, ottima tecnia e bel riusltaton gratificante. forse è il tipo di musica, forse è il fatto che l'effetto concept dal vivo è sbriciolato e liquefatto ancora prima della prima nota

insomma, suona come incidi, giovanni. un conceptconcert, non un'altra star spettinata

ps: e niente all-star i piedi.. auemntano l'effetto muccino!

Anonimo ha detto...

...beh, letto il primo periodo dell'anonimo commento direi che il contenuto (non solo formale...sic!) e' degno, al pari dell'allevi-ghezzi-bis, di un "anonimo-ghezzi-tris"!

Anonimo ha detto...

odio Allevi con tutto il cuore... e anche Einaudi rischia grosso

Anonimo ha detto...

bah...io andrei piano con certi commenti. il mio "anonimo-ghezzi-tris" era una battuta.

birkenstock

terraRossa ha detto...

Succede sempre così, si sfugge alla prima trappola per cascare nella seconda. Come facevano i vietcong con gli americani (Platoon). A volte è meglio cascar direttamente nella prima trappola che spesso è meno crudele della successiva...

Anonimo ha detto...

...mettere trappole per commenti su un blog?! signori, siete fuori. troppo e troppi ghezzi, mi sa. ma alla fine, comunque, almeno conoscerete benissimo tutta la produzione di einaudi e allevi...no?! altrimenti i commenti alla ghezzi non vengono bene!

birkenstock

Anonimo ha detto...

ok...ora e' tutto chiaro: vedo baudrillard, deleuze...tra un po' arrivera' anche il generale deridda con l'esercito dei trattini...tutti quei trattini tipo "in-comprensione", "de-costruire". e allora, da buon viet, mi arrendo all'armata dei trattini! Comunque, grazie a chi ci ha inconsapevolmente ospitati sul suo blog!

PS: come i maestri dei trattini insegnano, si parte da un mero giudizio su allevi, per parlare?sparlare di tutto. Ma alla fine, chiedo: caro stratega dei trattinidall'aderenza non solo formale,lei conosce la produzione
musicale oggetto del suo odio?
birkenstock

Anonimo ha detto...

birk, sei fuori|strada..

" Ma alla fine, chiedo: caro stratega dei trattinidall'aderenza non solo formale,lei conosce la produzione
musicale oggetto del suo odio?
birkenstock"

ci sono due errori più uno in questa frase:
1. io non odio allevi. infatti non l'ho scritto
2. io non conosco la produzione musicale di allevi. infatti ho scritto: "pare che l'ascolto dei suoi album sia un'esperienza piacevole", etc.

probabilmente ti sei concentrato/a (lo slash si può usare?) più sui segni formali che su quello che ho scritto..

e d'ora in poi firmiamoci, chè alcuni evidentemente credono che anonimo sia un nome (!) e non il suo contrario..

|ghezzi-ter|

Robiciattola ha detto...

ragazzi, calma orsù...
8 commenti e solo uno firmato???

non si può.

e comunque, le scaramucce vi hanno fatto perdere il punto.

felice di ospitarvi, figuratevi, ma che ne dite di aiutarmi a sciogliere le mie domande?

Robiciattola

Anonimo ha detto...

caro ghezzi-ter, leggi bene quello che ho scritto, e poi magari scrivi la parola errore (anche con la matita rossa, se vuoi):

...mettere trappole per commenti su un blog?! signori, siete fuori. troppo e troppi ghezzi, mi sa.

Vedi, uso un plurale.Ed ancora:

ma alla fine, comunque, almeno conoscerete benissimo tutta la produzione di einaudi e allevi...no?! altrimenti i commenti alla ghezzi non vengono bene!

Infatti, si capiva benissimo che non conoscevi allevi.

Umilmente,

birkenstock

Anonimo ha detto...

boh, mah. va beh..
esprimo di nuovo il concetto cercando di non farmi portare fuori strada. il mio era l'unico commento pertinente - anche se non per questo automaticamente valido -e dunque ritorno a quanto ho scritto all'inizio, come robiciattola esige

non conosco la produzione di allevi in maniera sufficiente per esprimere un giudizio su di lui come autore. pare che ascoltare gli album sia molto diverso che singoli brani. che la somma, la sequenza e in generale l'atmosfera di una fruizione lunga e ininterrotta fluisca in modo piacevole e coinvolgente, etc..
probabilmente è così. dal vivo è successo l'opposto: scaletta random, quindi niente effetto-sequenza. se c'era una logica non l'ho colta.
e poi ogni brano preceduto da un finto impacciato ghezziallen che raccontava in pochi secondi dove e quando ha ricevuto l'ispirazione ultraterrena (sic) e la visione del pezzo. momenti di prosa involontariamente comica che spezzavano il tentativo lirico della musica. dunque addio anche alla fluidità.
su quello che penso del pubblico vi evito cut & paste di quanto ho scritto, e poi èm una questione più antropologica che musicale

|ghezzi-ter|

Alex ha detto...

Io c'ero, anzi io cero, anzi io moccolo, anzi.. beh, vabbè a me è piaciuto! Oh!

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