martedì 8 luglio 2008

OSPITO QUI TIZI, sul Premio Strega!!!

Benvenuta a Tizi nel fantastico mondo/spazio di Finalmente Domenica!!!
:)
mi sono sparata un po' l'aria da presentatrice, non valletta...!

Comunque, ritorno in me, con una certa serietà (ma perché io seria?), visto che quello che scrive Tizi è molto serio. Si tratta del Premio Strega. Eccolo:

Titolo: Strega - premio simpatia
Ammetto di essere tra i primi ad essere stata colpita in pieno dalla vetrina tappezzata di copertine con quel viso d'eva, l'innocenza del giardino, e dall'efficacia del titolo "La solitudine dei numeri primi".
(sembra un po' Jasmine Trinca? ndr)

I giornali si divertivano con la novità di svelare quel mistero dimenticato ai più, dei numeri primi, il cui abbinamento alla stato comune e mortale della solitudine evocava formule speciali di salvezza.
Ho dovuto vincere le mie solite resistenze a comprare libri a prezzo pieno invece di tascabili, le resistenze per la linea editoriale mondadori, e, incuriosita dal contesto torinese in cui l'avventura si dipanava, l'ho comprato e divorato. Torino mi aspettava ed io iniziavo a metterci il naso.
Lo trovai un romanzo psicologicamente azzeccato, ma la penna giovane e inesperta si rivelava in qualche luogo comune, in qualche passaggio noioso, in qualche caduta di stile nei dialoghi. Si poteva definire per me una lettura piacevole.
Il mio trasferimento nella città del Circolo dei Lettori era alle porte e scopro che il giovane....è un giovane "holden", e che la paternità del titolo tocca al prezzemolino Baricco.
Infine, seduta a leggere i giornali nel parco del Valentino, al sonar ondoso del grande Po, scopro che il "giovane holden"..... ha vinto lo Strega!!!
Mi rammarico di non avere letto gli altri libri concorrenti perchè non posso argomentare a lungo.
Ma non sembra anche a voi che un romanzo così acerbo e così frutto della lobby commerciale abbia vinto?
Sono l'unica che teme la manipolazione e lo svilimento di questo premio da parte del potere dei supermercati librari?
Se non siamo più capaci di produrre capolavori come Il Gattopardo, vogliamo per lo meno premiare l'idea, l'epopea, la maturità di uno scrittore, la coerenza stilistica,....?oppure lo Strega è il premio simpatia: "bravo questo giovanotto che fa il fisico una bella storia".
(ecco, l'ho detto, ora i torinesi mi accerchiano e mi affogano nel Po)

Grazie,
Tizi

-
Roby

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Tizi,

La Solitudine dei Numeri Primi è un libro simpatico, con una storia semplice e accattivante, asciutto, scritto bene e redatto ancor meglio...ottimo per lo Strega. Insomma, io darei il benvenuto a questo libro, al suo autore e al marketing della Mondadori per aver richiamato in libreria un po' di gente (in questo Paese che legge poco).

Per il resto...per quelli dello Strega, il meglio della letteratura italiana (...mi fermo agli ultimi anni) è espresso da Niccolò Ammaniti, Sandro Veronesi, Maurizio Maggiani, Ugo Riccarelli, Melania Mazzucco e Margaret Mazzantini...tanto per chiudere in bellezza.

Insomma, sono una certezza: se cerchi Calvino, non lo trovi da loro!

Robiciattola ha detto...

@ anonimo (anche se gradirei sempre, come già detto, una firmetta!!!):
Il "purché si legga" non mi piace...
Come non mi è mai piaciuto il "purché si vada al cinema"... a vedere vacanze di Natale o simili boiate??!!!

Anonimo ha detto...

Robiciattola,

il mio non era un perchè si legga. Voglio dire, questo è ul libro pulito, scritto bene...per il grande pubblico: dai, che di passi avanti ne abbiamo fatti rispetto a Melissa-P!

ecco la firma, scusa...

Palomar

Anonimo ha detto...

lo strega è una cosa, il viareggio un'altra. il primo premia la freschezza, il secondo la profondità. olè

ghezzi III

Anonimo ha detto...

ah, è ovvio che si tratta di categorie sovrappobibili, che nel tempo mischiano i reciproci e soggettivi confini in base a.. marketing? momento.. storico? alcuni titoli erano perfetti per il premio che hanno vinto ma li vedrei ora nell'altro. uno su tutti: microcosmi di magris, dieci anni fa mi pare. anyway il purchè si legga, tolto qualche eccesso, secondo me è cosa buena

Tizi ha detto...

Fermi tutti!il purchè si legga è la summa della pochezza di un Itaia che, ridotta in miseria, smette di comprare, per prima cosa le automobili nuove (e mi pare sensato) per seconda cosa .... i LIBRI! e solo al sesto posto decide di smettere di comprare abiti. allora se un premio, un club di lettori, un editore hanno la responsabilità di attirare l'attenzione....non potrebbero riflettere di più invece di: ARRENDERSI? se è vero che il pregresso sono ammaniti e veronesi (e vi invito a rileggere la mazzucco se vi sembra paragonabile a giordano) io non resisto e grido allarme. Mi rifiuto di applaudire a questo decorso. infine, nota bene, calvino non ha mai vinto lo strega, e forse è un segnale!!

Anonimo ha detto...

Tizi,

Calvino non ha mai vinto lo Strega, infatti. Per questo, la mia idea è che ben venga lo Strega per avvicinare la maggior parte dei lettori...ai libri, alle vetrine, alla consumazione del tempo in libreria. Poi, pian piano, il lettore si incuriosisce e...lascia lo Strega per passare ad altro.

Palomar

tizi ha detto...

Palomar, come è sereno il tuo vedere. Se stessimo negli anni 50 e 60, quando i più, appena avevano la quinta elementare sarei stata d'accordo con te sulla progressiva educazione alla lettura. Ma oggi i più sono diplomati!viaggiano low cost!sono passati necessariamente attraverso dante, manzoni, calvino, hugo, tolstoj, e che facciamo? li consideriamo dei decerebrati non in grado di leggere un buon romanzo????

Anonimo ha detto...

Tizi,

non li consideriamo dei decerebrati, ma neppure puoi forzarli. E poi, ripeto, il libro che tu hai riportato non e' pessimo, ne' banale. Insisto sul mio punto: intanto e' bello vedere che c'e' in giro un grosso interesse per La Solitudine dei Numeri Primi, cosi' come qualche mese fa per L'eleganza del riccio. Meglio del tizio di 3 metri-sopra-non-ricordo-cosa o di Melissa P o della Mazzantini.

Dai...intanto segnalo (se posso) un libro di Davide Longo (Il mangiatore di Pietre): mi sembra possa rientrare benissimo nel giro.

Palomar

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