domenica 30 dicembre 2007

Crotone sotto Natale

Stasera c'è Lemony Snicket che è carino assai!!!
Ho un pc antidiluviano qui a Crotone, così mi ritrovo a connettermi per il rotto della cuffia, per poco solo perché perdo irrimediabilmente la pazienza e non riesco nemmeno a postare le foto sull'altro Blog!!!

ARGH!
Il tempo è brutto e le mie foto sono una sessantina scarsa, però mi daranno soddisfazione.

Mangiare??? Stiamo (per non dire "sto") esagerando...
Mia madre ha appena finito di fare un souffle di spinaci, ma non è per il cenone di domani, che scherzate??? Troppa leggerezza!
Io, dopo la torta di mele fatta 2 giorni fa, oggi mi sono data ai biscotti con cioccolato e pistacchi e ai tartufi, ma quelli ancora sono nel frigo a prendere un po' di freschetto!
Terminerò con un'altra torta.
Spero di avere tempo.
Certo, qui non manca.

Cosa allieta i miei giorni?
Giocate che non mi rendono protagonista per le vincite, anzi... SOB
Tuttavia ci sbellichiamo dalle risate, grazie a Raffa che non perde lo smalto!!!

E poi tutta ai bimbi, come sempre.
Ah, ho terminato il mio primo Camilleri ("La concessione del telefono")! Troppo forte, ho riso dall'inizio alla fine.

Già buon anno???
Niente affatto...
Oggi è solo 30!
Abbiamo ancora qualche oretta di questo 2007.
Bando alle amare considerazione per l'anno trascorso, quasi tutto.
... per ora.

baciotti,
Robiciattola

venerdì 28 dicembre 2007

The necrologio goes on...


Scusate, non vorrei che questo Blog fosse un necrologio, ma a volte ci sono cose che non si possono tacere...
Ieri è stata assassinata Benazir Bhutto, una donna incredibile, la cui scomparsa credo abbia lasciato un vuoto incolmabile nei suoi connazionali, nella gente che sperava con lei in un cambiamento del suo paese che sarebbe avvenuto, probabilmente, alle prossime elezioni dell'8 gennaio, ma... l'hanno fermata prima.
Le donne orientali sono hanno una rara bellezza, ma credo soprattutto per tutto quello che hanno dentro, la forza e l'amore per il loro paese e per la vita.
Peccato.

Questa si che era una donna che ci voleva e che rappresenta davvero il sesso femminile, quello forte!!

Roby

giovedì 27 dicembre 2007

Sull'Eleganza del riccio...

... dal Blog di Crosetti Maurizio:

http://crosetti.blogautore.repubblica.it/2007/12/26/a-cosa-serve-il-futuro/

A cosa serve il futuro

“E’ al contrario, non bisogna affatto dimenticare. Non bisogna dimenticare i vecchi con i corpi putrefatti, i vecchi vicinissimi a quella morte a cui i giovani non vogliono pensare (e così affidano alla casa di riposo il compito di accompagnare i genitori alla morte per evitare scenate o seccature), la gioia inesistente di quelle ultime ore che bisognerebbe gustare fino in fondo, e che invece subisci rimuginando nella noia e nell’amarezza. Non bisogna dimenticare che il corpo deperisce, che gli amici muoiono, che tutti ti dimenticano e che la fine è solitudine. E neppure bisogna dimenticare che quei vecchi sono stati giovani, che il tempo di una vita è irrisorio, che un giorno hai vent’anni e il giorno dopo ottanta. Colombe crede che è possibile “affrettarsi a dimenticare” perché la prospettiva della vecchiaia per lei è ancora lontanissima, come se la cosa non la riguardasse. Io ho capito molto presto che la vita passa in un baleno guardando gli adulti attorno a me, sempre di fretta, stressati dalle scadenze, così avidi dell’oggi per non pensare al domani… In realtà temiamo il domani solo perché non sappiamo costruire il presente, e quando non sappiamo costruire il presente ci illudiamo che saremo capaci di farlo domani, e rimaniamo fregati perché domani finisce sempre per diventare oggi, non so se ho reso l’idea. Quindi non bisogna affatto dimenticare. Occorre vivere con la certezza che invecchieremo e che non sarà né bello né piacevole né allegro. E ripetersi che ciò che conta è adesso: costruire, ora, qualcosa, a ogni costo, con tutte le nostre forze. Avere sempre in testa la casa di riposo per superarsi continuamente e rendere ogni giorno imperituro. Scalare passo dopo passo il proprio Everest personale, e farlo in modo tale che ogni passo sia un pezzetto di eternità. Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita.”

(Muriel Barbery, L’eleganza del riccio)

martedì 25 dicembre 2007

Oscar Peterson!


Morto.
Sob.
In questo 2007 ci stanno lasciando persone che hanno reso il nostro tempo libero più bello di quanto immaginassimo (Antonioni, Bergman..).
Spero che si tratti di un ricambio generazionale, spero che le loro dipartite ci assicurino che qualcuno raccoglierà di sicuro il loro prezioso testimone, perché ne abbiamo bisogno, perché a volte, amo tornare indietro negli anni della musica, più che dedicarmi alle nuove scarse leve...

Grassssie a Oscar, il vecchietto di 82 anni in b/n.

besos a todos,
Robiciattola natalizia

venerdì 21 dicembre 2007

Buon Natale!

Sono in partenza...
o meglio partirò domani o dopo domani, devo decidere.
Il Natale mi aspetta anche quest'anno, senza la mia musicassetta (da quant'è che non sentivate questo termine?) del piccolo coro dell'Antoniano che accompagna le mie giornate tra crustoli di zia giovanna, covatelli al sugo e salami fenomenali... l'ha voluta mio fratello per le bambine! ZAC.
E la bambina che è in me?
Vogliamo farla piangere tutta la notte per questo???
Eh... mi dovrò rassegnare.

Che cosa posso dirvi?
Spero di rincontrarvi tutti, col nuovo anno, più freschi, tonici e scattanti, così da farla in barba a legge di murphy, nonché a tutti quegli astrologi che vi avevano prospettato un 2008 pessimo per il vostro segno.
Consolatevi e cambiate le carte in tavola!!!
Fatevelo voi l'oroscopo, va... che è meglio... come diceva Quattrocchi (il puffo con gli occhiali ndr) !!!

E per chi ha figli (ormai abbondano anche tra i miei destinatari!!!), ricordate di mettere un bicchiere di latte e un mandarino sotto l'albero, così che il povero Babbino non si raffreddi dopo la due giorni di slittata e giro del mondo... ammesso che abbia tempo di fermarsi a rifocillarsi (ah e chi vuole può anche scegliere di dargli sollievo con un bel bicchierino di grappa che, si sa, dona conforto con il freddo dietro l'angolo!).

Dopo questo piccolo tuffo nella retorica/simpatica (ecco, me lo dico da sola), volevo anche chiedervi di mettere sotto l'albero sempre una sorpresa, un regalino da scartare insomma, per non scordarci l'emozione del pacchetto!
Io lo faccio sempre:
il regalo utile e più urgente prima e poi quello futile, sotto l'albero!
... ma quello futile, dev'essere proprio una sciocchezzuola, non vi metterete mica a comprare gioielli da un milione di dollari o robe del genere ché con fame nel mondo & co., la voglia sfrenata di comprare dovrebbe pure esservi passata...

... stesso discorso dicasi per il cenone!!!
(ma io vado in Calabria, che dico? Sarò io la prima ad avere 4 primi, 5 o 6 secondi, 10 o 15 contorni, nonché dolci di mille generi messi in ogni dove per aumentare le tentazioni.)
Ma io farò la dieta, proprio il 24 sera!!!

:)

Un Natale splendido a tutti,
Roby

lunedì 17 dicembre 2007

Le cinque rose di Jennifer


Qui sopra Ruccello a sinistra e Cirillo a destra.
Tutti vestiti da Jennifer.

Ruccello scrisse questo suo masterpiece nel 1980 e non ho visto, ovviamente, né la sua interpretazione, né quella di Gleyeses, ma questa di Arturo Cirillo, l'ho trovata incredibilmente convincente e commovente e unica e così profondamente sua ....

Teatro India. Intimo, come al solito.

Insomma c'è questa casetta di Jennifer sul palco, un travestito che abita in un quartiere malfamato di Napoli, nel quale stanno avvenendo degli strani omicidi di cui sono vittima sempre i travestiti, appunto.
Ma Jennifer ci mostra la sua vita casalinga scandita da le canzoni di Radio cuore libero (Patty Pravo, Milva, Mina, Ornella Vanoni) e le telefonate anche di chi cerca altre, perché nel quartiere c'è un guasto alla rete. Tutto questo alterna momenti di esilarante comicità ad un'amarezza davvero senza pari, a causa della solitudine dannata cui queste persone sono condannate, soprattutto negli anni 80, quando Ruccello scrive.
E' questo che poi, alla fine dei conti, si percepisce: le battute scorrono facilmente, quando Jennifer gioca al telefono con i suoi vari interlocutori, ma appena il telefono si chiude, si ripiomba nel vuoto della casa, con le telefonare disperate alla radio e la musica che accompagna i secondi che sono scanditi in un modo terribimente assordante!!!

Qualcuno mi aveva detto di aver pianto durante la rappresentazione e... beh, c'è mancato poco, davvero.

Tra l'altro, che dirvi?
I napoletani sono attori eccezionali! Hanno una vena teatrale veramente innata (certo, fuori dal palcoscenico, dopo un po' stufa!) e il loro dialetto si presta... da morire!

Cercate cercate, vi prego, di vedere se la tournee passa dalla vostra città e andatelo a vedere...
Io l'ho visto per un pelo ché era l'ultimo giorno.

bacini,
Robys

mercoledì 12 dicembre 2007

Dignità autonome di prostituzione - Fonderia delle Arti.

Venerdì scorso, il 7 dicembre, sono stata a vedere uno spettacolo allestito presso la Fonderia delle arti (http://www.fonderiadellearti.com/).

Cos'è?

In Via Assisi, 31 c'è una struttura, appunto un'ex fonderia che è diventata oggi uno spazio per mille e più curiosità, dal teatro alla fotografia, alla musica.

Dal sito:
FA musica, con la scuola diretta da Maurizio Boco e Andrea Polinelli;
FA Teatro e Musical, con la scuola diretta da Giampiero Ingrassia;
FA Immagine con la scuola diretta da Massimo Santorelli.
In questa ultima scuola sono compresi i corsi di Fotografia, Moda e Portamento e Audiovisivi (corsi di Cinema e TV).
Appena conosciuta la fonderia, già me ne innamoro!
Mi sembra una fucina di talenti e un modo per confrontarsi e stimolare lo stimolo, se è vero che dal confronto con gli altri nasce la fusione di idee e strumenti... insomma, non è una fonderia?!!!?

Come dice Boco ne La Storia della Fonderia sul sito:
"Uno degli scopi principali della FdA è anche quello di fare in modo che ci sia il maggior scambio culturale tra le varie arti ed evitare che ci siano dei compartimenti stagni in cui vivono gli allievi dei corsi musicali piuttosto che quelli dei corsi di recitazione o di fotografia."
Bello, no?

Comunque, venerdì io ho visto Dignità autonome di prostituzione. Direi, più che visto, partecipato a...
E si, perché in realtà lo spettatore interagisce, o meglio, l'attore interagisce con lo spettatore, o meglio si interagisce.... eh, se è inter!!!

Tutti gli attori rappresentano i dipendenti di un bordello, vestiti e atteggiati come si conviene a prostitute ed entreneuse, in modo da venderti, non il loro corpo, ma il loro spettacolo!
Mi sono spiegata? Avete un'idea?
Ogni attore ha la sua stanza (salvo qualcuno che la divide con altro attore) all'interno dello spazio e il suo spettacolo da mettere in scena in essa.
Lo spettatore paga 10 euro per 4 ticket/buoni/bigliettini che decide, nel corso della serata, per chi spendere (poi, può comprarne altri); gli spettacoli sono circa 12 in tutto.

Entrando nel corridoio, si presenta Lia, la proprietaria del bordello, c'è un'accoglienza allegra e coinvolgente, ma tutti, credo, rimaniamo frenati, salvo poi farci trascinare e trascinare noi stessi il percorso di scoperta tra gli spettacoli...

C'è di tutto, dallo spettacolo che ti lascia a bocca aperta, a quello classico Macbeth o Cechov, insomma e noi si sceglie.
Nuda proprietà, La madre (meravigliosa attrice, meraviglioso pezzo) per dirne alcuni.

Credo che la mia faccia sia così cambiata nel corso della serata... da corrucciata, come si confà a qualcuno che non sa dov'è capitato, a felice, stupita, rilassata, allegra e brilla senza aver bevuto nemmeno un pò di vino!

... e gli attori?
assolutamente tutti bravi.
Tanto che abbiamo diviso un altro pacchetto di biglietti in due, per non fermarci, ma in una sera, a meno di restarci dentro 5 ore di fila, non si riesce a vedere tutto.
L'esperienza di teatro sensoriale mi è piaciuta più di tutti?
No.
La madre mi è piaciuta moltissimo per l'intensità dell'interpretazione, che in breve tempo è difficile da trasmettere, per il testo e per l'intimità che ti lascia.

Tornando al sensoriale, fatto individualmente pagando 2 bigliettini: esperienza nettamente diversa, lo si intuisce dalla parola stessa (no?), rispetto a tutto il resto, nel senso che l'attore ti coinvolge in una vera esperienza del corpo, in cui entri bendato in una stanza e grazie a questa benda, dunque alla vista che non funziona, entrano in gioco tutti gli altri sensi, dal tatto, all'odorato, all'udito (ehm, si, tranne il gusto!) e lo spettatore, più che in qualsiasi altra stanza dello spazio, diventa attore/protagonista/divo per sé stesso/ballerino... il corpo si muove con la musica e l'attore, quello vero, ti guida facendoti (se ci riesce lui e lo spettatore glielo consente, rilassandosi!) sentire un perfetto invertebrato, completamente abbandonato sulle note del pentagramma, come proprio ti aggrappassi alle sue cinque righe, come fossero fili nel vuoto, non avendo percezione di spazio e di nulla di programmato, studiato, intorno.

Si esce dalla stanza.. come spiegare? Ho tolto la benda e mi sono sentita rinata.

Dura poco, ma è quella sensazione che non ti abbandona per un po', quasi facendoti innamorare dell'attore che ti ha regalato quell'attimo di esclusione dal mondo della velocità, per spingerti in una dimensione di casualità e movimenti rallentati... mi fa pensare, per assaporare al meglio ogni senso, prendendone ogni piccolo frammento di cura personale, che nel quotidiano, ahimè, ci sfugge, restituendo una visione errata delle cose, perché non le vediamo complete!
(questa sono io, ovvio... corro sempre!!!)
Dunque, a gennaio, ci ritornerò di sicuro!
Aggregatevi...

Vostra Roby

lunedì 10 dicembre 2007

La Maraini che fotografa Moravia e il mondo intorno

22 novembre - 22 dicembre


No, non si intitola proprio così la mostra fotografica.
Questo titolo è un pò come lo vedo io.
E vabbè, è passato un po' di tempo da quando sono stata a vedere l'inaugurazione per la stampa, durante la quale la Maraini descriveva le sue foto, nel senso che diceva cosa avesse spinto a farle e declamava il legame affettivo che c'era tra quegli occhi, la macchina come tacquino e lei e Moravia.

Con tanto di bruch/buffet marocchino.
De-li-zio-so!!!! (ma quello non potrete assaggiarlo!)

In 10 anni o quasi, hanno girato il mondo... una cricchetta composta da lei, Moravia, Pasolini, Ninetto Davoli insomma, che dire???? Ah, scusate in Congo c'era pure la Callas... no, dico!

Comunque, mi permetto di scrivere tutto adesso, perché in realtà la mostra dura fino al 22 dicembre, così se avrete mai uno spazietto da qui a quella data, che non dedicherete ai vostri regalucci natalizi, fatevi un regalo e scoprite questa collezione, esposta all'Ex GIL di Trastevere, proprio accanto al cinemino di Nanni M.

Andate lì e vi fate 4 passi tra l'affetto che ogni scatto vi regala.
Non vi aspettate foto particolarmente curate nella tecnica, ma gli scatti di chi ha deciso prima con la Leika del papà (come io con l'Olympus di papà!!!... meglio la Leika e cccerto!) Fosco e poi con una Nikon, di raccontare, di riemozionarsi nello scatto, dopo aver osservato, di raccontare non scrivendo, di documentare.
Trasudano questo.
Senza dubbio.

Poi il testo scritto da Serafino Amato ha aiutato a convenire tutti sul risultato, su ciò che suscita, sull'intenzione, sul bianco e nero che non banalizza, ma sottolinea...
Accorrete numerosi,

Roby's

martedì 4 dicembre 2007

Finalmente al Palazzo delle Esposizioni - Rothko, Kubrick e Ceroli

Ebbene, più che della mostra di Mark Rothko, vorrei parlare della felicità dell'aver ritrovato questo meraviglioso spazio romano che, a me, mancava terribilmente!!!
Luminoso, attento, preciso, spazioso che sembra assurdo, ma non lo è, dato che, per lo più, a Roma, quando si vanno a visitare mostre, ci si scontra con la gente che arriva in massa davanti al quadro e non si muove più, ma perché lo spazio è angusto e del quadro si vede solo uno spicchio!

I primi quadri dell'artista ebreo-russo, trasferitosi negli States (credo la fortuna di tutti gli artisti, a metà secolo), sono più figurativi (dico bene?), con colori pastello, ma che rappresentano, per esempio, la vita della Subway della nuova metropoli...

... poi, tra forme e colori, arriva il periodo astratto che l'ha reso più famoso e così vennero giallo, arancio e ... plum!
tuttavia, con la depressione che lo porterà poi al suicidio, vediamo un abbandono dei primi due, a favore del plum, appunto, con l'aggiunta di nero, marrone... che, direi, si confondono quasi tra loro, senza lasciare più niente di netto allo spettatore.
fine.

ero già stanca.
10 euro per vedere anche Ceroli e Kubrick, ok, ma si rischia di avere un calo di attenzione e concentrazione.
... e così fu.

Ceroli però interessante sperimentatore di materiali e colori in forme curiose.
cenere, PIOMBO e legno, nonché molte altre cosine che non tralascerei.
Mi sono informata, c'è un'altra mostra a Roma, su di lui.

Mentre ci aggiravamo tra hostess con ricetrasmittente, tipo agenti segrete, capendo dove ci saremmo dovuti dirigere, adocchiamo le scale del paradiso...

Stenaley siamo qui!
ebbene, cosa volere di più, se non una così fitta documentazione di ogni pelo della vita di un genio??? nonché qualche interessante proiezione?
genio!
genio, perché ogni sua scelta era motivata con qualcosa di innovativo e affatto lasciato al caso, genio per i temi scleti e per quanto fece parlare di sé, genio per quello che è rimasto a noi, poveri mortali...

Curata, anche se noi abbiamo peccato di disattenzione nel percorso (eh, scusate, eravamo lì dentro pure da 3 ore circa!!!), così abbiamo invertito gli anni cominciando da 2001 e finendo al Dr. Stranamore!

Al piano 0 poi, qualche testimonianza di una breve carriera da fotografo, su Look.
Tres Bien.
Veramente emozionante e interessante, dalle lettere dei fans, a quelle dei cattolici di quando uscì Lolita, dai pezzi di Set riprodotti (che in un attimo sei dentro 2001!), all'archivio sulla vita di Napoleone, giorno per giorno, che Kubrick si assemblò quando pensava di farne un film, abbandonato poi e qualche anno dopo quasi sostituito, nel cuore, da Barry Lindon!

Che meraviglia!

Ottimo il nuovo Bookshop, all'altezza di Tate!
Roby

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