martedì 31 marzo 2009

Cambio di direzioni

Ferruccio De Bortoli è di nuovo direttore del Corriere della Sera.

Gianni Riotta lo sostituisce al Sole 24 ore e lascia il TG1.
Un milanese e un palermitano.
Entrambi discreti (Paolo Mieli, ogni tanto, è finito sulle cronache rosa!!!), entrambi da stimare. Del primo s'è parlato di recente per il suo clamoroso riufiuto RAI, del secondo si parla da quando è alla guida del TG1.
Del primo è facile ammirare la serietà indiscussa e la coerenza.
Del secondo si preferisce la comunicazione, forse aiutato dai geni siculi.
Ci si rallegra che nonostante tutto, nelle direzioni di questi giornali, si riesca a mantenere viva questa gente importante che sa fare il proprio lavoro.
C'è da rallegrarsi davvero.
Nonché sperare che la questione rimanga invariata!
a presto,
Robiciattola

lunedì 30 marzo 2009

Antony & The Johnsons - Auditorium Parco della Musica, Roma 29/03/09

Un fenomeno, in effetti.
Il vibrato che lo caratterizza non è amato da tutti, ma indubbiamente ha un modo di cantare davvero singolare e comunicativo, trovo.
E' come se le vibrazioni arrivassero al pubblico, ma non tutti la leggono così. Anzi, ho sentito tanti dire che ascoltare Antony & the Johnsons dal vivo non è emozionante come ascoltare il suo disco.
E ciò non è bello.
Comunque i Johnsons sono un po' nell'ombra, dato il popò di cantante che si ritrovano.
L'Auditorium era strapieno, per la precisione era sold out la sala Santa Cecilia (escluso il retro palco) che è la più grande.

Il concerto, a parte un balletto che non ho compreso, all'inizio e che ho pensato fosse un modo come un altro per prendere tempo, è stato, mi sembra, ben equilibrato fra i dischi più conosciuti da I am a bird now... peccato per le collaborazioni esterne. Quella che mi sarebbe piaciuto ascoltare è I Defy, cantata con Jan Wasser (in arte Joan as Police Woman) che ho però ascoltato al Circolo degli Artisti lo scorso novembre, cantata da lei e il suo chitarrista (o bassista? non ricordo! fatto sta che il risultato non era proprio lo stesso...).

Avvistati D'Agostino Roberto e Luxuria Vladimir, per il resto una masnada di fans scatenati e scellerati... ah, no nel senso che nonostante l'avviso per scongiurare l'uso di macchine fotografiche, una valanga di flash si sono riprodotti su ogni parete della sala.
Inoltre gli applausi sconsiderati di chi decideva di irrompere con Antony alle prime note del pezzo, nonché ogni volta che costui, che pare sia molto timido, proferiva parola simpaticamente. Il risultato? Non si sentiva una parola.

Vi avverto, in caso vi avessi sufficientemente incuriosito, che l'Antony ritornerà il 28 luglio a Roma, per esibirsi nella Cavea dell'Auditorium.
I prezzi non sono bassissimi, ma ci sono varie fasce e seppur vi sia gente che afferma di non emozionarsi, beh lasciatevi trasportare dalla voce, la Cavea farà il resto, vi assicuro.

Buona primavera a tutti,
Robiciattola

venerdì 27 marzo 2009

Uscite cinemiche 27 marzo

Two Lovers di James Gray
con Joaquin Phoenix, Gwyneth Paltrow
Il trailer impazza in questi giorni nei cinema, ma nonostante si dica che abbia fatto impazzire Cannes, vedere il trailer mi ha innervosito, ma probabilmente è il difetto di un minifilm per temi del genere.
E' un uomo diviso tra due donne, il protagonista nevrotico, insicuro e magari il fratello di River Phoenix ci riesce anche discretamente... vedremo.

Il caso dell'infedele Klara di Roberto Faenza
con Claudio Santamaria, Laura Chiatti
Nella locandina pare sia stato cancellato lo scandalosissimo capezzolo di Laura Chiatti, che appare in vasca. Ah ah. Faenza è un bravo regista (ma Laura Chiatti...) e rimaniamo sempre sul tema gelosia!

Dall'altra parte del mare di Jean Sarto
con Galatea Ranzi, Vitaliano Trevisan
Roba in salsa nazi. Mai due sono bravi attori. Spero sempre in un'Italia cinematografica meno Moccia e più d'autore.

Teza di Haile Gerima, con Aron Arefe, Abiye Tedla
Da Venezia a Ouagadougou. Dalla Laguna all'Africa nera. Premi da una parte e dall'altra.

Racconti incantati di Adam Shankman, con Keri Russel, Adam Sandler
Walt Disney production... non tutte le ciambelle escono col buco, ma vedremo.

Push di Paul McGuigan, con Chris Evans, Dakota Fanning
Supereroi in salsa... X men???

I mostri oggi di Enrico Oldoini, con Giorgio Panariello, Diego Abatantuono, Sabrina Ferilli
No comment: odio questi rifacimenti all'italiana!

Il resto è noia.

buona visione,
Robiciattola

giovedì 26 marzo 2009

Trieste - misto Italia

Se si aspetta un'assolata giornata, probabilmente il fascino di questa città di confine farebbe strabuzzare gli occhi, perché anche nel caso di nuvole perpetue, se ne intuiscono le potenzialità. Peccato che non abbia, perciò, potuto rimirare le montagne che mi dicevano avrei dovuto scorgere già da Piazza dell'Unità d'Italia.
Passeggiando anche di sera, si intuisce che la città è piccola e tutto è a portata di mano, di naso e di occhi (anche se gli occhi, di questa regione hanno visto cose belle, tantissimi anni fa, dunque anche non "a portata"!), dai moli e i palazzi del centro, ai locali, buffet e specialità che si assaggiano.

Leggendo di Trieste, quello che domina è il discorso sulla moltitudine di culture presenti in questa terra di confine che ha accolto (ma non di buon grado, secondo alcuni) croati, sloveni, ebrei, greci etc... permettendo loro di esprimere sempre liberamente la loro individualità, senza mai con-fondersi troppo nel mucchio. Se fosse vero sarebbe da prenderne spunto, ma ho sentito un tantino di acredine verso le minoranze tutelate o robe simili, dunque non pare più l'isola felice di cui leggevo, ma tutto il mondo è paese!

In una città di mare si mangia pesce, no?
Dunque, vada per Menarosti, un antico ristorante dal 1903. Preso un bicchiere di Ribolla gialla, che accompagnava come antipasto il granchio, le seppioline e il polipo, mentre come secondo (perché se al nord andate a mangiare troppo tardi - le 22 - i primi non ve li cucinano!!!) una murmura e un pesce pagello. Soddisfatta, direi perché quando si sente che il pesce è fresco, c'è solo da godere del piatto e leccarsi i baffi. Tutto il resto è noia!

L'ambiente del ristorante e la Signora Lilly (che non è la Lili di Muggia, già citata!) era assolutamente kitch da morire... dall'arredamento all'abbigliamento di lei e nel modo di raccontarti i piatti che abbiamo definito da mamma che si prene cura di te!
La serata si è conclusa con una bevanda trentina: il Parampampolo! Tipica della Valsugana, mi dicono, è fatta con grappa, caffè, vino, zucchero caramellato e si presenta fiammeggiante. A Trieste si trova solo al Fora per Fora e se non la si beve, l'oste si arrabbia!


Sulla collina per San Giusto, ho fotografato una statua sulla quale una signora ha rintracciato una somiglianza con i bronzi di Riace... buuuuuuh!


Altra cosa, pare tipica, della città friulana è di andare a mangiare ai Buffet, locali grandi in cui si degustano formaggi e salsicce delle più varie, che mi hanno tanto ricordato le fraschette dei castelli romani. Ovviamente non per i prodotti, ma per l'allestimento della sala e per i banconi entro cui i prodotti sono esposti.


Si è provato Rudy, sempre in centro, ma roba troppo da crucchi, per i miei gusti! Salsicce in tutte le salse (!) bavaresi e non, avvolte nello speck etc... che possono essere accompagnate dalle patate in tecia che sono bollite e insaporite con la cipolla.

Roba pesantina, insomma.


Per una giornata il sole ci ha fatto una concessione ed è spuntato timidamente da dietro una nuvola.

Dunque, percorrendo il lungomare di Barcola, si giunge al Castello di Miramare, opera architettonica voluta dal fratello di Cecco Peppe (megli conosciuto come Francesco Giuseppe!) stabilitosi lì per 4 anni, prima di andare in Messico, con la moglie Carlotta.





Mentre si arriva, se qualche raggio filtra, la luce regala all'acqua un aspetto cristallino...

E poi, il Castello sospeso, come è parso a me!

Oltre alla costruzione, è piacevole fare un giro nel parco del Castello che è verdissimo e silenzioso, tranne per il cinguettio degli uccelli, ma per chi proviene da Roma è molto godurioso!

E, affacciandosi dall'altra parte del parco, un porticciolo.


Poi tornando scorgo, guardando il lungomare di Barcola, dove i triestini vengono a prendere il sole e a farsi il bagno (no spiaggia, solo cemento a livello strada!), la gente che legge il giornale della domenica, una siesta che tanto somiglia all'architettura di tante passeggiate costruite negli anni 70.

























La sensazione che ho registrato è strana. A Trieste, data l'esistenza di varie minoranze, ciò che qui ha un sapore straniero, estero, lì sembra di casa, come lo sloveno che parla, per esempio, sembra una diversa inflessione del dialetto, per quanto mi sembra di aver capito che il triestino sia un veneziano un po' rivisto.

Orgoglio o no, lingua riconosciuta o no, mi sembra che la mistura non sia male.
Chapeau anche a Trieste!

buoni viaggi a tutti,
Robiciattola



Menarosti
Via del Toro, 12 - Trieste
tel. 040 661077

Fora per Fora
Via Diaz, 9 o Via Cadorna, 10 - Trieste
Tel: 3409197873

Buffet Rudy spaten
Via Valdirivo 32 - Trieste
Tel +39 040 639428

martedì 24 marzo 2009

Simone Veil VS Roberto Benigni

Stamattina leggo sul Corriere una notizia su Simone Veil e Benigni e per un attimo la mia mente mi ha riportato a una Simone, che di cognome faceva Weil e di mestiere la filosofa, che ho stimato. Ma non era lei e mi sono risvegliata contrariata e stanca di tentare di capire l'accanimento da una parte di popolo ebraico, verso il film di Benigni La vita è bella. La politica francese Simone Veil tuona sul nostro connazionale, dicendo che il premio Oscar consegnatogli nel 1999 per questo film non è meritato.

A dispetto di tanti genocidi verificatisi nel corso di questo ricco, serrato, veloce secolo, quello del popolo ebraico è certamente il più ricordato, perché la "memoria" è finanziata da un popolo che ha la possibilità di farlo, perché tanti intellettuali si sono fatti portavoce del dolore provato dai loro familiari, amici, perché hanno credito e perché la loro presenza è assicurata in ogni paese del globo.
E tanta parte dell'intellighenzia, della cultura mondiale ha fatto presto ad occuparsi a 360° della Shoah. Il cinema, i libri, ogni evento è permeato dalla memoria, dalle interviste ai sopravvissuti ai processi e i WANTED per i gerarchi nazisti. La cultura ebraica è rimasta indissolubilmente legata all'Olocausto ed è giusto poiché il ricordo si mantiene vivo e, per certi versi, convince molta gente che così facendo la storia possa non ripetersi. Falso! Il Rwanda e la Bosnia, per dirne due, sono la dimostrazione che nel mondo ci sarà sempre un matto pronto a usare violenza per convincere il "suo" popolo che è migliore di un'altra minoranza.
Detto ciò, con amarezza, perché contesto la francese?
Lei sostiene che usare un argomento come l'Olocausto è una facile via che porta all'Oscar, e forse è vero, ma aggiunge che è superficiale ricamarci sopra una favoletta di poco spessore che riduce il tutto a un fatterello.
Questo concetto contesto.
La vita è bella narra, per me, di un padre che vuole aiutare il figlio a non vivere un profondo dramma in tenera età, segnandolo per sempre. In fondo è questo che fa un genitore, no? Quindi, in questo, molto realistico. Fatto alla maniera di Benigni. Il resto è un contorno.
ODDIO, OLTRAGGIO!
No, se lo scopo è la memoria, allora la favola di Benigni è solo un mezzo per ravvivarla... in un modo diverso dal solito (come fu anche per Train de Vie).

Sull'Oscar non credo che una politica, seppur sopravvissuta, debba pronunciarsi. E' un premio cinematografico, che ha si un risvolto sociale, ma è pur sempre un premio artistico ad un'opera che ha di certo un nobile intento, deprecabile pare per alcuni, ma comunque un film dal quale si esce innamorati di Guido e della sua geniale idea per accompagnare dolcemente il figlio in un momento drammatico.

Ma la Veil non ha amato nemmeno Schindler's List, film serio su una storia realmente accaduta, che liquida come una "favola americana". Temo, dunque, di dover concludere che la signora francese non abbia un'opinione rilevante in merito, almeno per me.

Buona giornata,
Robiciattola

lunedì 23 marzo 2009

Muggia (Trieste), uno degli ultimi comuni prima del confine

Muggia è uno degli ultimi comuni, cartina alla mano dovrebbe essere il terzultimo, prima del confine sloveno.
Un paesello al quale si approda dopo pochi minuti di traghetto da Trieste. Qualche canaletto e un leoncino, tipo quello di Piazza S. Marco a Venezia, ma con tanto di bocca storta e libro chiuso!
Purtroppo il grigio del cielo ha composto un ritratto del paesino, poco allegro, seppur evidentemente vivo. Tuttavia sono sicura che in altre condizioni atmosferiche, avrebbe reso di più. Sennò perché far qui il famoso Carnevale de Muja?


Dunque, come ogni paesello sul mare che si rispetti, troviamo il porticciolo, col suo bel riflesso, il pescatore e il localino in piazzetta: Pane, Vino e S. Daniele.

Il San Daniele non delude mai e il Rebolla che lo accompagnava, per quanto ne capisca di vino, mi sembrava un ottimo connubbio!
Peccato che, invece, il cotto con il cren, specialità di quelle parti, non l'abbia affatto trovato buono. Sarà che abbiamo beccato il locale sbagliato, in cui il taglio del cotto non era proprio prelibato, ma pure il cren ha fatto la sua parte.





















Comunque questo era solo un piccolo brunch, perché arrivati nel porticciolo, non si può non farsi rubare gli occhi dai ristorantini a pioggia. E un fotografo milanese che passava di là ci ha indicato "quel posto al dilà delle grate" e così abbiamo prenotato da LiliBontempo.




















Con un Tocai della casa ad accompagnare, il pranzo è cominciato, degustando con piacere, oltre che l'antipasto, anche la cordialità e l'ospitalità della Signora Lili. E mentre il cuoco si lasciava osservare, abbiamo potuto assaporare una fresca e fredda (ma era previsto!) gransevola (un granchione, molto tipico lì) con i mussoli in un altro piatto.
Anche gli gnocchetti avevano questo sughino ottimo di gransevola, una specie di ragù, molto molto gustoso.


















Ma la cosa che ha colpito di più è stata di certo la chiave con la quale si aprono i mussoli!!! Adesso, non vi aspettate proprio una chiave con i suoi dentini, ma questi affarini tracozzeevongole che vedete di lato, si aprono come vedete nel riquadro in basso:

1) si estrae la chiave

2) si apre il guscio

3) si mangia






















E, per concludere, vi lascio con una "splendida" immagine di un bel fumo denso, intenso e in rapida fuoriuscita, dalle ferraglie di una fabbrica che sembra quella di Metropolis (il film di Fritz Lang) tanto è vecchia!
... e si parla di Ecologia?






















Robiciattola

Lili Bontempo
Riva Nazario Sauro, 10
tel. 040.9278908
Muggia (TS) - mercoledì chiuso

domenica 22 marzo 2009

Cartelli religiosi


venerdì 20 marzo 2009

Uscite cinemiche del 20 marzo

Le uscite di oggi sono qualitativamente migliori di quelle della settimana scorsa (le metto in ordine di importanza!), nelle quali era presente una sfilza di inutili tentativi italici di stare sul grande schermo. Ad alzare il tiro solo Gran Torino e Frozen River. Oggi (solo a Napoli, l'uscita di Fortapasc è anticipata ad oggi, ma uscirà il 27 marzo):

Ponyo sulla scogliera di Hayao Miyazaki - Animazione - distrib. Lucky Red
Che dirvi di più del Re Miyazaki? Applauditissimo a Venezia, sono ansiosissima di vedere questo cartone animato, aspettandomi di rimanerne folgorata come è stato per le esperienze passate con Il Castello errante di Howl, La città incantata, Nausicaa etc...

The International di Tom Tykwer, con Clive Owen, Naomi Watts - distrib. Sony
Dopo Lola Rent che mi aveva stregato, Tykwer non ha più raggiunto l'Olimpo, per me. Poi per quella strana voglia degli europei di rivolgersi altrove per reclutare attori... Franca Potente che fine ha fatto?

Fortapàsc di Marco Risi, con Libero De Rienzo, Valentina Lodovini - distrib. 01 Distribution
La storia di un giornalista, Siani, ucciso a Napoli, nel prestigioso quartiere del Vomero. Fil figli di Gomorra, ce ne fossero. Chapeau!

Diverso da chi? di Umberto Carteni, con Luca Argentero, Claudia Gerini - distrib. Universal
E ancora Luca Argentero che lavora come un pazzo ultimamente e, siccome tanto era piaciuto nell'interpretazione di un gay in Saturno contro, eccolo di nuovo a interpretare una figura un po' ambigua. Con lui la brava Gerini e l'ancora senza dizione Filippo Nigro, quello che quando parla (mi riferisco alla Finestra di fronte) pare abbia una polpetta in bocca.

La verità è che non gli piaci abbastanza di Ken Kwapis, con Jennifer Aniston, Scarlett Johansson - distrib. 01 Distribution
L'ennesimo clichè. Quello che dovrebbe svegliare le povere illusioni delle donne. Speriamo almeno faccia sorridere! Tanto le commedie negli USA le sanno fare!

L'ultimo crodino di Umberto Spinazzola, con Enzo Iacchetti, Ricky Tognazzi, Dario Vergassola, Serena Autieri - distrib. Mikado
No Comment!

buone visioni,
Robiciattola

martedì 17 marzo 2009

Le puntate 0 by Bonilli, Colonna e Barbagli

Ieri sera oltre le 20.30 si è simpaticamente conclusa la seconda Lezione di cucina sul Carciofo ideata da Stefano Bonilli, Antonello Colonna e Annalisa Barbagli.

La location dell'Open Colonna, a lato del Palazzo delle Esposizioni, in Via Milano, alle 17.30 era più bella che mai, visto che le pareti sono vetrate e la luce era naturalmente stroboscopica!
Ed ecco qua che si presentano questi guru italiani:
Stefano Bonilli fondatore del Gambero Rosso, nell'ormai lontano 1986, come supplemento del Manifesto, come scrive lui: dedicato ai consumatori curiosi e golosi. E poi, il resto della storia la si conosce, anche se di recente, precisamente nel settembre scorso, c'è stato un divorzio serio, doloroso, ché più di un divorzio, lo chiamerei quasi la perdita della causa di affidamento di un figlio, visto che quando una cosa nasce con te, come fai a considerarla diversamente da questo? Oggi tiene un blog (http://paperogiallo.net/) che racchiude la conoscenza, la passione, la storia e la verve polemica sempre viva e scoppiettante.
Manco a dirlo che vi consiglio di farci un giretto!
Antonello Colonna.
Devo aggiungere altro su chi è questo uomo? Beh, quello che è lo si sa, in giro e non in giro, cioè quanti sono stati a mangiare da lui a Labico? Pochi, "...ma buoni", direbbe lui! Viste le cifre, ma è approdato a Roma ed ha preso in gestione questo bello spazio, per fare due tipi di offerta:
il menu più esoso e un brunch più user friendly (sul sito leggete così: Open colonna è un city lunch low cost, un brunch molto italiano e una cena gourmet in pieno stile colonna), lo definirei, la mattina a mezzogiorno a 15 euro.
Con loro, c'era Annalisa Barbagli, altra istituzione. Autrice di un sacco di libri di cucina fondamentali, nonché vera appassionata e dopo il pomeriggio trascorso con lei, direi pure perfetta mamma, di quelle che ti spiegano pazientemente e ti sorridono quando tu le guardi con aria interrogativa perché ti si è spezzata una foglia di carciofo...

E via con strappa le foglie, taglia quelle più interne, scava poco poco, fai la rosa, non tagliare di netto/taglia di netto, togli la parte verde del gambo, apri apri e friggi: la Giudia!
Questo l'incipit condito da tutta una serie di accorgimenti sull'olio, sui tempi della cottura, sulla temperatura dell'olio che per misurarla, i cuochi pare non abbiano più le impronte digitali, tanto sono piene di calli da ustione!
Lo abbiamo visto davanti a noi, mentre spiegava precisamente ogni passo, su Stefano Preli, il cuoco dell'Open.

Dopodicché la vera scoperta è stata, tra le chiacchiere finali, la simpatia di Colonna che si definisce un rigido, un perfezionista, un intransigente verso chi non capisce cosa c'è dietro ogni piatto: la passione, la storia, la ricerca. Ma è un vero gentiluomo e un vero padrone di casa, dagli occhi del quale non si può non vedere l'amore e il fuoco sacro per il cibo e la cucina. Ascoltare chi non vorresti mai smettesse di parlare... questo è.

Raccontandovi, spero di avervi invogliato, perché il progetto che partirà saranno dei veri e propri corsi di cucina, perciò, se siete interessati, vi conviene tenere d'occhio i siti dell'Open e del Papero Giallo - Stefano Bonilli.

Vi lascio, quindi i link che vi raccontano un po' la genesi del Carciofo sul Papero Giallo:

1. Scuola di cucina il Carciofo
2. Prima puntata
3. Racconto della prima puntata
4. Seconda puntata

saluti e buona giornata,
Robiciattola-cucinera

sabato 14 marzo 2009

BIRMANIA volti e colori - mostra in Prato - Toscana

BIRMANIA volti e colori - foto di Simone Pacini
che si terrà il 17 marzo 2009
[orario 17.30 - 19.30] presso il Tommy Bar [viale V. Veneto, 56 – Prato].
La mostra sarà visitabile fino al 10 aprile.
“Diecimila uccelli possono trovare rifugio su un buon albero” (detto birmano)

Dopo l’occupazione inglese e quella giapponese, dal 1948 al 1962 la Birmania è stata per un breve periodo un paese democratico. Il presidente fu destituito da un colpo di Stato militare che gettò il paese in una feroce dittatura. Nel 1990 si tennero per la prima volta in 30 anni le elezioni libere. La NLD (National League for Democracy) portò alla Assemblea Costituente 392 membri, su un totale di 485, ma lo SLORC (State Law and Order Restoration Council), spalleggiato dall'Esercito, si rifiutò di cedere il potere, rovesciando l'assemblea popolare, ed arrestando i leader della NLD.

Nel settembre 2007, i bonzi protestarono pacificamente contro il regime invitando il popolo ad unirsi nelle dimostrazioni. La giunta militare rispose con la violenza, ci furono almeno 200 morti tra monaci e giornalisti. I monaci chiedevano il rispetto dei diritti umani e libertà che il regime totalitario impediva. Il governo militare si è sempre rifiutato di divulgare precise informazioni sugli scontri e minimizza l'accaduto. Infatti ha vietato anche l'uso d'Internet a tutta la popolazione, preoccupato dalle possibili reazioni dell'opinione pubblica mondiale. Ancora oggi la situazione politica è molto tesa (negazione delle libertà dell’uomo, lavori forzati, lavoro minorile, repressione della minoranze etniche) e il silenzio del resto del mondo appare imbarazzante. Come se non bastasse, l’appoggio al governo birmano da parte dei governi cinese e russo impedisce al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di prendere una posizione critica nei confronti della giunta militare.

Questo è un piccolo insieme di foto scattate durante un viaggio in Birmania, i protagonisti degli scatti sono i volti della gente birmana e i colori delle sue terre. E’ la Birmania del Lago Inle, luogo ameno e suggestivo, dei contadini che lavorano il bambù, delle contadine nelle risaie, della vita spalla a spalla con l’acqua. Sono immagini descrittive su come la gente birmana cammina, si muove, studia, lavora, sulla loro spiritualità e sulla loro vita, sui loro ritmi, sulla loro battaglia quotidiana contro un regime silenzioso. E’ uno sguardo con l’occhio europeo di chi li guarda ammirato e stupito.

Un ringraziamento a Dafne per la simbiosi e la comune visione nel viaggio, a Paolo e Giulia per il fondamentale supporto organizzativo, a Matteo per la grafica. Un ringraziamento inoltre a Piero Cammelli e Orazio Pacini.Questa mostra è dedicata a Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace 1991 e leader della National League for Democracy, partito vincitore alle uniche e ultime elezioni democratiche e al quale è stato impedito di governare dalla repressione militare. La donna è tuttora agli arresti domiciliari.

Accorrete numerosi,
salutissimi,
Robiciattola

venerdì 13 marzo 2009

Uscite cinemiche del 13 marzo

Nemico pubblico N. 1 - L'istinto di morte
di Jean François Richet, con Vincent Cassel, Ludvine Sagnier

All'epoca de L'Odio di Mathieu Cassovitz, del '95, Cassel aveva proprio la faccia da teppistello in erba, un ragazzino, quello che doveva interpretare. Oggi ricopre il ruolo di macio affascinante, maledetto, quello che ispira sesso, bla bla bla che fa molta gola alle donne (oddio, queste prime righe mi sembrano l'incipit di una puntata di Sex & the city!). Pochi sanno che è anche un bravo attore e per questo s'è beccato un Caesar (l'Oscar francese). L'istinto di morte è la prima parte di questa pellicole che andrà a provarvi lo spessore interpretativo del suddetto.

Gran Torino di Clint Eastwood, con Clint Eastwood, Cory Hardrict
Nelle ultime proiezioni, mi è capitato tante volte di vedere il trailer di questo ultimo Eastwood ed ho pensato che questo vecchio e le sue storie sono sempre molto interessanti, nonché generatrici di pensieri sani, con poca retorica, sebbene i temi siano facili reti entro le quali caderci con tutte le scarpe. Eppure la delicatezza e la sensibilità di cui si avvale per affrontare un problema sociale sono tali e tante per cui chapeau tutta la vita! Ah e qui si parla di immigrati, dunque, attuale.

Frozen River - Fiume di ghiaccio di Courtney Hunt, con Melissa Leo, Misty Upham
Due nomination per miglior sceneggiatura e miglior attrice a Melissa Leo, il film ha vinto il Gran Prix all'ultimo Sundance, perciò varrà la pena vederlo... E sulla locandina si legge una cosa come "il più emozionante thriller dell'anno...mozzafiato".

La matassa di Giambattista Avellino, Ficarra & Picone, con Salvo Ficarra, Valentino Picone
Mai visto un loro film. Qualcosina mi fa ridere, ma di questi comici nati sul palco di Zelig, mi chiedo sempre se siano o no in grado di reggere il lungo-metraggio!

Il sogno nel casello di Bruno De Paola, con Clotilde Sabatino, Lucio Allocca
Questo direi di no, ma chi ha studiato la locandina, certo di comunicazione e pubblicità non ci capisce molto!

L'ultimo Pulcinella
di Maurizio Scaparro, con Massimo Ranieri, Adriana Asti
No comment.

Il soffio dell'anima
di Victor Rambaldi, con Flavio Montrucchio, Lucrezia Piaggio
No comment 2, al vendetta.

Buone visioni,
Robiciattola

lunedì 9 marzo 2009

Il cuore del Chianti e un Papavero, molto gustoso!

Alle porte delle primavera, trovarsi in Toscana, nel cuore del Chianti, significa già essere entrati, dopo aver aperto tutte le suddette porte.
Quando non ci si è mai stati, l'occhio sembra perdersi tra i vigneti e le colline monocolore, intervallate da gruppi di casette di pietra su qualche cucuzzolo. E, passeggiando, il vino sembra di sentirlo nel naso, come fosse (ed è!) nell'aria.
Sole e curve, casette di pietra, poche chiese e qualche bimbino nei passeggini!

A condire il tutto non poteva mancare poi una cena gustosa in un posticino intimo e accogliente Il Papavero. Da Castellina a Gaiole in Chianti ci vuole pocchissimo e Barbischio è lì con l'Osteria dalle finestra rosse, che se ci si va di sera, si scorgono per prime le illuminate insieme ai fumi della cucina. In realtà il fumo è quello del caminetto che riscalda l'ambiente, anche in senso metaforico, insieme ai soli 24 coperti.
Si sorseggia il vino della casa (manco a dirvelo che lì un vino della casa è strafino come il migliore dei vini che potete bere altrove!) già insieme all'Antipasto dell'Osteria, abbondante e ricco di assaggini: dal minitortino pancetta e porri, al panzerottino con salsiccia, a una prelibata salsa di formaggi, finocchiona brasata nell'aceto balsamico e polenta e funghi col gorgonzola fuso.
Poi si passa al primo, un classico, cui non mi sentivo di rinunciare: Pappardelle al cinghiale, con assaggio agli Gnudi di porri e ricotta, entrambi fatti a mano in Osteria. Le pappardelle avevano una consistenza perfetta, esaltata pure dalla cottura. Questo tipo di pasta si unisce in un matrimonio perfetto col sugo di cinghiale, amalgamato doc! Gli gnudi, che mi incuriosivano già dal nome, sono l'esatto contrario di ciò che suggeriscono al palato le pappardelle. Delicatezza e ricercatezza, morbidezza alla prima forchettata e una delizia da assaporare.
Ah, dal tavolo accanto, ho sbirciato un piatto che si presentava davvero bene: Ravioli con ripieno di carciofi pecorino e ricotta conditi con taleggio e noci o burro e salvia. I clienti, evidentemente affezionati, si sono complimentati con l'oste Riccardo Rauggi che ha ringraziato, continuando poi la chiacchierata in tema di Jazz che non fa che risuonare piacevolissimamente per tutto il locale, rivelando un'altra passione del proprietario! E questo è un altro dato interessante: chiacchiere, musica, intimità.
Si rinuncia al secondo (ANATEMA... lo so, con quella carne prelibata di quelle parti... ma sarà per la prossima volta!), perché i piatti gustosi e abbondanti hanno dato satisfation al mio palato e alla mia pancia! Inoltre confesso che stavo lì a desiderare le patate al forno al finocchietto, nonché a gongolare per il dolce, dunque ho dovuto optare per tenere un po' di spazio (riservandomi la carne per una prossima volta che non mancherà, a questo punto).

Assaggiata pure l'insalata di finocchi, arancia, mele, olive e... mi manca un ingrediente, ma se vi incuriosisce, recatevi nel Chianti anche voi, no?!

Per i dolci si è scelto il Soufflé al cioccolato e un Tulipano (il contenitore di pasta soglia) con crema chantilly e frutti di bosco. Ottima chiusura.

Sul sito che vi riporto in basso, troverete indicazioni, foto e menu.
Spiace solo di non poter assaggiare tutto, quando si va in questi posti, perché si è obbligati a fare una scelta, ma sotto sotto c'è il piacere di darsi un prossimo appuntamento.

a presto,
Robiciattola

Osteria "Il Papavero" - località Barbischio, 15
Gaiole in Chianti (SI) tel. (+39) 0577 749063
mail: info@osteriailpapavero.it
Orari: dalle 12.00 alle 22.30
E' GRADITA LA PRENOTAZIONE
Coordinate:N 43.4626E 11.4552
http://www.osteriailpapavero.it/

venerdì 6 marzo 2009

Nuove uscite cinemiche

Da oggi al cinema, oltre ai soliti film nelle sale da un po', troverete questi nuovi.
Il primo:
The Wrestler
di Darren Aronofsky con Mickey Rourke, Marisa Tomei - distrib. Lucky Red

Tutti parlano di Mickey Rourke in maniera entusiastica, sembrava lui il favorito agli Oscar... Eppure, nonostante ci fosse un motivo di commozione generale (tanto gradite agli States e all'interno del Kodak Theathre) per la morte del cagnolino di Rourke, l'Academy ha preferito Sean Penn, al protagonista del film vincitore del Leone d'oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia (la 65ma). Non mi è mai piaciuto, non mi ha mai convinto, nemmeno quando donne e adolescenti urlavano al più sexy del mondo, per per il suo ruolo in 9 settimane e mezzo. A vederlo adesso, rovinato, invecchiato e gonfio, credo faccia una certa tristezza, non solo per il ruolo malinconico che si trova a interpretare... facile poi, interpreta sé stesso, in fondo.
Andrò a vederlo, si. Per confermare le mie impressioni su di lui o per rimanere piacevolemente sorpresa. Ché mica ci vogliamo privare delle sorprese???

Watchmen
di Zack Snyder, con Carla Cugino, Malin akerman - distrib. Universal

6 gradi di separazione col film di cui ho appena parlato: Zack Snyder, infatti, è il regista pure di 300, sempre tratto dai fumetti di Frank Miller, del quale Robert Rodriguez aveva diretto Sin City. Ed uno degli attori era? Mickey Rourke! Sono anche meno di 6...
Che altro dire? Vediamocelo!

Due Partite
di Enzo Monteleone, con Margherita Buy, Carolina Crescentini, Claudia Pandolfi, Paola Cortellesi, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Alba Rochwacher

Le mamme e le figlie. Mah, che dire? Una fiction all'italiana come ce ne sono in giro 1000? Ma la creatività italiana dov'è? Appannaggio solo di pochissimissimi mal finanziati (Garrone e Sorrentino a parte che con gli ultimi hanno guadagnato un posto agiato in paradiso)? La attrici brave, però... !?!?!?

Verso l'Eden
di Costantin Costa-Gavras, con Riccardo Scamarcio, Anny Duperey - distrib. Medusa

Pare parli poco, per fortuna. E tutti si rincoglioniscono ad un certo punto... SOB. Ma non voglio far sempre quella che stronca le stroncature facili. Ne riparleremo!

La pantera rosa 2
di Harald Zwart, con Steve Martin, Jean Reno - distrib. Sony

Let's go smiling!

Live! Ascolti record al primo colpo
di Bill Guttentag, con Eva Mendes, David Krumholtz - distrib. Moviemax

bu.

buon fine sett,Robiciattola

mercoledì 4 marzo 2009

L'onda di Dennis Gansel

Die Welle, l'onda in tedesco, è il titolo originale di questo film uscito il 27 febbraio.
La settimana scorsa è stato il turno, in ordine di Frost/Nixon, The reader, Revolutionary road e Il dubbio, ma non ho trovato il tempo di scrivere in proposito qualcosa, per quanto potrei sottolineare che:
Frost/Nixon: film interessante e ben fatto (e poi finalmente Ricky Cunningham non dirige un blockbuster),
The reader: potente e trovo che la Winslet abbia davvero meritato l'Oscar.
Revolutionary road è un film davvero perfetto, come Sam Mendes aveva saputo fare all'epoca di American Beauty. Fotografia, costumi, scenografia davvero impeccabili, per non parlare dei due interpreti. Di Caprio non è mai credibile per me, ma riconosco che sia bravo e che sia un uomo, ma rimane sempre ancorato ahimè alla faccia da raggazzino del passato.
Il Dubbio è un buon film, ma un po' troppo ligio su dei binari rigidi. Il cast è eccezionale, ma il film non esplode mai.

Ma veniamo a L'Onda.
Rainer deve mettere in moto una settimana a tema per i suoi studenti. E proprio a lui, comunista in gioventù, capita il tema Autarchia. Il primo giorno ha un'illuminazione e così comincia il suo esperimento. Partendo dalla genesi di una dittatura, dai motivi per cui questa può prendere piede, le condizioni sociali etc... ascolta i pensieri dei ragazzi che, tra le altre cose, non credono che si possa ripetere l'esempio più famoso verificatosi durante il Terzo Reich.
Provoca gli studenti 17-18enni, istigandoli a un cameratismo apparentemente spicciolo che si ritrova nell'uso di un'uniforme, di un saluto, della disciplina e nell'identificazione di un capo.
Ma l'esperimento gli sfugge tragicamente di mano e...

E questo è il plot. In concorso, tra l'altro, al Sundance.

Il film non è un capolavoro di regia, ma colpisce l'idea nella sceneggiatura di mostrare un'amara realtà, attraverso un metodo che sarebbe facilmente ammissibile, se tutti smettessimo di credere che è impossibile che riaccada.

Siamo tutti bersagli.

Il momento storico è propizio, temo. La crisi, la gente è estremamente vulnerabile NO ideali, NO ottimismo... et voilà.

Ma sono sicura che tutti esclameranno "OOOOHHHH... che esagerazione!!!".
E intanto, in mezzo a loro, succedeva qualcosa di incredibile.

buona notte,
Robiciattola

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