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martedì 4 ottobre 2011

Lo strano caso dei commenti di una qualsiasi martedì mattina in cui tutti diventano commissari di polizia...

Stamattina, ma già da ieri sera, tuttimapropriotutti non fanno che parlare del processo di Perugia e dell’assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito (ma che poi, sti due, stanno ancora insieme???).

E così il martedì mattina sembra tuttauntratto trasformarsi in un consueto lunedì mattina in cui gli uomini diventano allenatori o presidenti di società calcistiche e si mettono lì a confabulare sulle loro teorie, di come avrebbero fatto loro, di come avrebbero calciato quel rigore, calciatori mancati, talenti al pascolo, gambe rubate agli stadi a causa della famiglia, ehhhh bei tempi. È la società, è così, non si può cambiare.

Dunque, da un po’ di tempo, anche questi fatti di cronaca, coadiuvati dai fallimenti di chi compie le indagini, credo, e mette altra carne al fuoco sulla quale si può speculare con le chiacchiere, sono diventati di interesse pubblico che non seguono solo le casalinghe, come avevo erroneamente pensato io, ma anche gli stessi che il lunedì mattina – non tutti – parlano di Totti, Cavani, Eto’ (si scrive così?) e altri nomi che non mi sovvengono!

Perciò stamattina, al bar, ho sentito gente che dialogava come se si trovasse in commissariato, con tanto di termini tecnici e deduzioni da investigatore, sparando a zero sul RIS e pure, manco a dirlo, sui magistrati incompetenti e pure, ma su questo non ero mica informata io, sugli americani che ci credono una massa di gente insulsa (e te credo! 20anni di B!!!) che c’hanno pagato per assolvere la ragazza diventata un simbolo dell’ingiustizia italiana. E così:

- Sti puritani che c’hanno ridato Silvia Baraldini, innocente, dopo 20 anni;
- Sai, le prove indiziarie erano poche, anche se ha una faccia… (Sollecito potrebbe essere offeso, perché il suo potere mediatico è il 5%, rispetto a quello dell’Americana, il cui visino angelico che nasconde del diabolico affascina tutti gli uomini);
- Ehhhh, ma le indagini dei poliziotti di un tempo… non ci sono più (signora mia, aggiungo io). Qui tutto in mano alla tecnologia e la tecnologia fallisce.

Un’ossessione. Ma perché?
Come la Franzoni, che l’ha fatta da padrone.
Come Sara. Come Yara. Come Chiara. Poggi.
E paesini minuscoli e pressoché sconosciuti: Brembate di sopra, Garlasco e Avetrana, mica tutti hanno una signora Fletcher, come a Cabot Cove!!! Peccato…
La gogna mediatica e la magistratura italiana che non funziona, ormai espressioni granitiche, no? Bell’e fatte! E chissà quante ancora ne avremo… acc!

Detto questo ci rincorreremo ancora per ipotesi e si contrapporranno ancora innocentisti e colpevolisti, come sempre, come dalla notte dei tempi: Gesù o Barabba?
Ahinoi.
Sorrido per come e quanto la gente si impegni a pensare, a elucubrare su cose che, di fatto, non li riguardano. I gialli appassionano… non c’è niente da fare. Ma di tutti i commissari che svolazzano in TV risolvendo casi a go go, nella realtà non ne rimane uno.

Stasera ci saranno i programmi in TV, dove si riesumeranno i plastici, gli esperti, i criminologi, gli psicologi che, ahiloro, direttamente dalla spiaggia si trasferiranno negli studi dei vari VinciVespa & co (già cominciati?).
Aiuto!!!

Buona visione

venerdì 19 novembre 2010

Hornby da Eggers, piuttosto che Baricco - Letto su Il Post

Ho appena letto questa notizia sul Il Post:
http://www.ilpost.it/2010/11/18/scuola-scrittura-ministero-delle-storie-nick-hornby/

Insomma, in breve, Nick Hornby ha aperto questa scuola per ragazzi, che si chiama il Ministero delle Storie. E, a parte che la parola ministero associata a qualcosa che non sia attinente a un governo, mi sa sempre di Harry Potter, beh il fatto che si sia ispirato alla scuola made in USA by Dave Eggers (j'adore), non puo' che ben predispormi verso questa iniziativa.
Entrambe mirano ad avvicinare bambini e adolescenti e sono legate ad una catena di negozi, di accessori quello di Eggers, di mostri, quello di Hornby.
Chapeau per NB.

E poi, insomma, noi in Italia c'abbiamo Baricco che fonda la Scuola Holden, di cui non ho un'ottima opinione, affatto... Si, ho detto una cosa, forse, politicamente scorretta, ma siamo qui anche per questo, no?
Cioe' c'e' sempre puzza si bruciato, insomma. Finche' la scuola si fa ai ragazzi, bene. Quando la scuola la sia fa per gente adulta che vuole imparare una cosa che secondo me dovrebbe essere cresciuta (o innata?), uhm, c'e' qualcosa che stride. Holden, Holden, Holden... mah... Oppure che una scuola sia anche un modo per dare lavoro a chi non ce l'ha? Intendo insegnanti e tutto l'entourage baricchesco. Non che ce l'abbia troppo con lui, ma piu' con chi lo incensa, lo venera, insomma i sostenitori, i Baricco's supporters.
Ma l'Italia e' meravigliosa per queste cose.
Siccome siamo pochi, le cose che abbiamo sono queste.

Friday!!!

mercoledì 22 settembre 2010

Cronaca e ipocrisia

Tre fatti di cronaca.
Nazionale e internazionale.

Su Sakineh. lapidare, ci pensate? lapidazione? boh... che solo a pensarci mi sembra che l'uomo non sia un uomo. privo di tutto.

Su Teresa Lewis, gli USA sono l'esempio della democrazia, della civiltà, per molti. e poi? cosa gli impedisce, esattamente, di bloccare questo "uso" della pena di morte? come possono poi erigersi ad "arbiter elegantiarum" per le cose del mondo?

Su Teresa Buonocore. E' criminalità, che sia organizzata o no, lo è. l'avvocato di lei ha detto di essersi chiesta che differenza ci sia tra uno stato in cui esiste la lapidazione per una donna e un paese in cui avviene questo. beh, la differenza è che in entrambi i casi di cui sopra, è lo stato che ufficialmente ordina un omicidio, in questo caso lo stato non ha ufficialmente ordinato niente, pur avendo le sue colpe.

Mi pare tutto sia sempre molto ipocrita. senpre di più. Orientale e Occidentale.

mercoledì 17 marzo 2010

Lo Zio Oscar nel 2010 ha scelto...

Una volta stavo sveglia a oltranza per veder in diretta la notte degli Oscar. Per lo spettacolo, per tifare per il mio preferito, per sentire lo show made in USA e i discorsi di ringraziamento made in USA.

Poi ho cominciato a capire che c’era troppa “politica” di mezzo, nonché un carico di retorica bello pesante, “politically correct” a go go e allora ho smesso. Le mie attenzioni, deviate anche dai gusti più maturi, sono ricadute su Cannes, Venezia, Berlino e Sundance com’è ancora oggi.

Le logiche dei premi, infatti, seguono i fatti di tutti i giorni e, spesso, esulano da bravura reale e meritata. O, addirittura, rispondono ai precedenti premi dati a Cannes, per lo più. Mi riferisco ai fatti di qualche anno fa (2002), quando vinse l’Oscar Denzel Washington per Training day e Halle Berry per Monster’s Ball. Due neri in un colpo solo per la prima volta nella storia!!! Non vi sembra troppo? Non vi sembra un po’ strano che nello stesso anno ci sia stata questa straordinaria coincidenza che due neri siano stati in nomination e abbiano vinto insieme il premio come miglior attore/attrice, per la prima volta? Denzel Washington lo meritava di certo di più per Hurricane...

Quest’intro è dedicata a The Hurt Locker ed al fatto che dopo aver allungato la lista dei candidati al miglior film, si è deciso, ma guarda un po’! di dare la statuetta ad un film guerresco (non dimenticate che a Cannes l’anno scorso ha vinto Lebanon, film interamente girato in un carrarmato: bellissimo!), in un mare di altri che meritavano di più. E, per carità, potrei anche capire, visto che l’arte spesso ha fatto parte della realtà sociologica, politica, di alcuni momenti storici, ma l’Academy non ha mai dato messaggi particolarmente importanti, a lungo. Si svolge tutto in una serata e finisce lì. E’ come se si volessero scrollare di dosso scomode responsabilità. E quindi diamogli il premio!

Detto questo parliamo di quest’anno.
La Bigelow ha vinto miglior film e miglior regia. Non che mi aspettassi che vincesse Avatar (giusto che vinca per effetti & co, ma non oltre!), ma ce n’erano davvero tanti… a me piaceva la Bigelow di Strange Days e di Point Break.

E poi ha vinto Jeff Bridges per Crazy Heart. Il film ancora non l’ho visto, ma sono contenta per lui, perché rappresenta per me quel grado di di ironia, soprattutto ultimamente, che se chiudo gli occhi me lo trovo davanti in vestaglia, stile Il Grande Lebowski. Mi spiace per Colin Firth (nominato per A Single man) che ha così faticato per sfilarsi il maglione con le renne di Marc Darcy, in Bridget Jones. E poi Sandra Bullock per The Blind Side, altro film che non ho visto. E lei non mi ha mai troppo convinto, forse perché mi sono sempre chiesta il motivo del perseverare sul genere commedia, senza mai mettersi in discussione in altri ruoli (Crash escluso). Mi spiace per Carey Mulligan, fantastica interprete di An Education, ma avrà modo di fare altra, portandosi a casa questa nomination e per Helen Mirren, attrice spiccatamente inglese, insuperabile moglie di Tolstoj in The Last Station.

E non so perché i Cohen non abbiano preso nulla per A serious man.

Ho cercato in rete qualche filmato della serata tenutasi al Kodak Theathre ed ho trovato, oltre ad un fantastico Ben Stiller vestito da Avatar, i momenti delle premiazioni con i ringraziamenti e i discorsi per cui gli Americani USA USA USA non sono secondi a nessuno. Anche qui la retorica si spreca! Alla Bigelow mancava il respiro (premiata da Barbara Streisand che subito ha detto: “the time has come!” Annunciando così la vittoria della prima donna nella storia del premio alla miglior regia), la Bullock non è riuscita a trattenere le lacrime e a non invocare la sua mamma perfetta, Jeff Bridges pure ha nominato i suoi genitori, ma con ironia.

Bene, tutti felici e contenti con la mitica statuetta in mano.

Ed io sempre meno emozionata al momento della proclamazione. Troppi lustrini, troppe bugie, troppi soldi, troppa politica.

Ma il cinema rimane sempre il mio primo, grande amore.

domenica 19 aprile 2009

Sulle Class Action

Quando si ascolta la Gabanelli (Aka Report) vengono quasi sempre i brividi. Per quante pentole scoperchia! Stasera l'argomento era la Scuola.
Difficile pensare che sia stata una puntata amara??? Mmhh...
Poi, prima della chiusura, la Milena socialmente utile, fa un cenno sulle Class Action.
In due parole? Parole profane? Ecco:
la possibilità, da parte di un gruppo di cittadini, di mettere in piedi un'azione legale comune contro un'azienda/multinazionale, per non sfilacciarsi in mille causette e mille avvocati.
Ne parlò tanto Grillo tempo fa, quando incitò "licenziati, esternalizzati e cassintegrati" ad aderire alla class action contro l'azienda Telecom. E il governo Prodi le aveva introdotte, schierandosi dunque a favore di queste. Contro le aziende, a tutela dei lavoratori.
Ma questa è giustizia! E' prevenzione.

Giugno 2008.
Il momento è quello del governo del cavaliere pidiellino indigeno di arcore il romolo e remo di Milano 2 e 3 e 4... che verrà.
Come si apprende da Report, a quell'epoca, l'iter della legge subisce una battuta d'arresto e/o richieste di modifiche, da?
Emma Marcegaglia sostiene che ci sono delle cosine da rivedere e il ministro Scajola. Strano, no?

Beh, Report ci rivela, udite udite, che negli USA le Class Action sono richieste dalle stesse aziende!!!

saluti amarisssssimi,
Robiciattola

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